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 14/11/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
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 Immanuel Wallerstein (1930-2019) 
Author /   Immanuel Wallerstein (1930-2019)
Immanuel Wallerstein (1930-2019)
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Immanuel Wallerstein (1930-2019)

 

Immanuel Wallerstein, chi è lei?
Nato a New York nel 1930, mi sono formato come sociologo. Sono attualmente "senior research scholar" all'Università di Yale oltre che direttore del Centro Fernand Braudel all'Università di Binghamton.

Lei ha, credo, inventato il concetto di economia-mondo. Si può dire che sia stato un precursore di ciò che ormai viene chiamato movimento altromondista? Cosa ne pensa, o meglio cosa pensa di questi movimenti che si sono manifestati a Seattle, Gênes, Göteborg, Cancun, Porte-Alegre e Bombay? Come vede il loro futuro nei prossimi dieci anni?
A dire il vero è stato Fernand Braudel a inventare il concetto di economia-mondo. Sono un grande sostenitore del movimento altromondista. Potrebbe avere un futuro importante. Questo dipenderà dalla sua capacità di superare alcune delle sue attuali difficoltà interne.
È corretto definirla un allievo di Fernand Braudel? Cosa le ha dato di fondamentale e di specifico?
Sì, mi considero fedele al pensiero di Braudel, i cui elementi chiave per me sono il concetto della lunga durata, l'economia-mondo come unità d'analisi e l'idea che il capitalismo rappresenti non il mercato ma il contro-mercato.
Le sue prime opere riguardavano l'Africa, in particolare il Ghana. Cosa le ha dato, l'Africa? Come vede oggi la sua situazione?
L'Africa mi ha dato la possibilità di superare le mie origini e di vedere il mondo dalla prospettiva di persone oppresse e periferiche nel sistema-mondo attuale.
Passiamo alle preoccupazioni immediate: l'Impero statunitense fa una guerra vera e propria in Afghanistan e in Iraq, appoggia la guerra israeliana, conduce una guerra semi-dichiarata al Venezuela, mantiene l'embargo su Cuba, estende le sue basi e operazioni militari dai Balcani alle Filippine. Si considera forse in guerra anche con l'Europa?
Per l'amministrazione Bush, soprattutto con l'Europa, che rappresenta il più grande pericolo per i loro obiettivi globali.
Come vede l'Unione Europea? Quali sono le sue possibilità di resistenza all'Impero statunitense? Quali sono le condizioni da soddisfare perché l'Europa riesca a ridurre alla ragione i falchi della Casa Bianca e del Pentagono?
Ho sempre sostenuto la necessità di un'Europa forte e unita. Ciò detto, se non sarà un'Europa sociale a lottare contro la polarizzazione del mondo attuale non realizzerà mai le speranze europee e non avrà più la possibilità di contribuire alla pace globale.
Lei è cittadino statunitense. Andrà a votare il 4 novembre? Se sì, e se non sono indiscreto, per chi? Cosa pensa di John Kerry ? Ha qualche possibilità di essere eletto? E la sua elezione cambierebbe qualcosa?
Certo, andrò a votare. E voterò contro Bush. Questo significa che voterò necessariamente per Kerry, malgrado i suoi limiti. Una cosa alla volta. Bisogna innanzitutto allontanare Bush e i falchi. Poi ci saranno altre lotte.
Ultima domanda: quali sue opere consiglierebbe ai suoi lettori francesi? E possiamo parlare un po' del suo ultimo libro uscito in inglese?
Esito a scegliere tra i miei libri. Per chi non ha letto ancora niente di mio, suppongo che sarebbe più utile cominciare con Utopistics [L'utopistique ou les choix politiques du XXIème siècle, éditions de l'Aube, Paris, 2000, 13,32€]. L'ultimo mio libro in inglese [Decline of American Power: The U.S. in a Chaotic World, New York, New Press, 2003] avrà il titolo francese Per uscire da un mondo statunitense. È ad un tempo una discussione sul declino dell'egemonia americana e un'analisi per una politica di sinistra per gli anni futuri.

Intervista condotta da Fausto Giudice nel maggio 2004, tradotta da Manuela Vittorelli





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