TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı

 17/04/2021 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UMMA 
UMMA / Eager Lion 2013: Pronti alla guerra in Siria via Amman
Date of publication at Tlaxcala: 30/05/2013

Eager Lion 2013: Pronti alla guerra in Siria via Amman

Antonio Mazzeo

 

Mentre a Bruxelles l’Unione europea sblocca i trasferimenti di armi alle milizie anti-Assad, più di 15.000 uomini delle forze armate di 17 paesi Nato ed extra-Nato stanno per trasferirsi in Giordania per dar vita ad un’imponente esercitazione congiunta. Come annunciato dal governo di Amman, “a partire dalle prossime settimane” prenderà il via Eager Lion 2013 con operazioni di combattimento aeronavale e terrestre che interesseranno l’intero paese.

 
All’esercitazione che durerà una quindicina di giorni, parteciperanno Arabia Saudita, Bahrain, Canada, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Gran Bretagna, Iraq, Italia, Libano, Repubblica Ceca, Pakistan, Polonia, Qatar, Stati Uniti, Turchia e Yemen. In preparazione di Eager Lion, il Capo di stato delle forze armate giordane, generale Mishal Mohammed Zabin, si è incontrato nei giorni scorsi con i vertici militari di Stati Uniti, Francia e Turchia e con il vicesegretario generale della Nato, Alexander Vershbow.
 
La notizia dei nuovi giochi di guerra in Medio oriente giunge alla vigilia della visita a Washington del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen. Egli incontrerà il presidente Barack Obama, il segretario di Stato John Kerry e il responsabile per la sicurezza nazionale Tom Donilon. Al centro dei colloqui innanzitutto il conflitto siriano; il Pentagono starebbe analizzando l’ipotesi d’imporre la No fly zone sui cieli siriani, mentre alcuni paesi Nato invocano un intervento militare simile a quello realizzato due anni fa contro la Libia. In stato di massima allerta sono già le forze armate dei paesi che confinano con la Siria: Giordania, Libano, Israele e Turchia. Quest’ultima ha ricevuto nei giorni scorsi quattro batterie di missili “Patriot” dalla Nato, più altre due direttamente dagli Usa.
 
Truppe speciali statunitensi stanno fornendo assistenza tecnico-logistica e intelligence ai militari giordani. Qualche mese fa sono stati trasferiti in Giordania 200 uomini circa della 1st Armored Division di Us Army, la divisione corazzata già di stanza in Germania e poi rischierata a Fort Bliss (Texas). Ala task force potrebbe seguire pure l’invio di un reparto specializzato nella guerra contro-aerea. Amman ha inoltre chiesto ai “paesi amici” di rafforzare i dispositivi “difensivi” alla frontiera con la Siria, fornendo magari batterie di missili “Patriot”. Intanto - secondo il generale Mishal Mohammed Zabin - sono state installate videocamere, radar e sofisticati sistemi d’allarme “per prevenire traffici e infiltrazioni nel paese”. Alle operazioni di “vigilanza” del confine con la Siria partecipano quotidianamente cacciaintercettori dell’aeronautica militare giordana. Uno di essi (un addestratore T-67 “Firefly” di produzione britannica) è precipitato il 15 maggio scorso per un non meglio specificato “problema tecnico”, causando la morte dei due membri d’equipaggio. Il velivolo era decollato dalla base “King Hussein Air College” (nei pressi della cittadina di frontiera di Mafraq) dove sono ospitati più di 3.000 appartenenti all’esercito e alla polizia nazionale e i 200 militari della 1st Armored Division Usa. Per l’agenzia The Associated Press è in questa installazione che i “consiglieri” militari statunitensi starebbero addestrando segretamente le formazioni ribelli in lotta contro il regime di Bashar Assad.
 
 
Secondo un’inchiesta pubblicata nel marzo scorso da Le Figaro, ci sarebbe una seconda installazione militare utilizzata per l’addestramento e l’equipaggiamento dei ribelli siriani. Si tratta del “King Abdullah Special Operations Training Center” (Kasotc), realizzato poco a nord di Amman a fine 2008 dalle forze armate Usa. Nel centro opererebbero addestratori statunitensi, francesi e britannici. “In un ampio poligono gli insorti siriani sono preparati all’uso di sistemi contro-carro, ad operare in zone urbane, a creare trappole, a fronteggiare reparti convenzionali, ecc.”, riporta il quotidiano francese.
Il ““King Abdullah Special Operations Training Center” ha ospitato il comando centrale dell’edizione 2012 di Eager Lion. Alle esercitazioni, le più imponenti mai tenutesi nello scacchiere mediorientale, parteciparono 12.000 militari provenienti anche allora da Stati Uniti, Nato (Italia compresa) e partner arabi.





Courtesy of Antonio Mazzeo
Source: http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2013/05/pronti-alla-guerra-in-siria-via-amman.html
Publication date of original article: 29/05/2013
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=9774

 

Tags: Eager Lion 2013GiordaniaNATO USAmericaSiriaMedio oriente ObamaJohn KerryPentagono US ArmyIsraele
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.