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English  
 EUROPE 
EUROPE / La battaglia di Atene, il litmus test* dell'Europa
Date of publication at Tlaxcala: 29/05/2012
Original: Η μάχη της Αθήνας, το litmus test* της Ευρώπης

La battaglia di Atene, il litmus test* dell'Europa

Apostolis Fotiadis Αποστόλης Φωτιάδης

Translated by  Popi Katerinopoulou Πόπη Κατερινοπούλου
Edited by  Vassilis Nikolakopoulos Βασίλης Νικολακόπουλος  -  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

I mercati da due giorni stanno crollando. Gli europei e soprattutto i tedeschi, l'uno dopo l'altro avvertono la Grecia ed il Syriza che il memorandum e l'austerità sono a senso unico. Nei social media, 9 post su 10 riguardano l'entrata dell'Alba d'Oro [gruppo nazifascista, NdE] nel parlamento, così come accade anche in ogni discussione politica, provocando la preoccupazione e il terrore. In questo sconvolgimento non viene commentato abbastanza, il vero grande evento di queste elezioni.

Da questo risultato si deduce che tutti sono contro tutti, dopo 3 anni di interminabile propaganda pro-memorandum, contro il monetarismo fondamentalista della Merkel e gli strangolamenti dei mercati; la società si trova di fronte alla minaccia continua dell'austerità o del caos, con la paura di essere la materia prima sulla quale si basa il bipolarismo, già da tempo. Una grande parte della società greca è riuscita a piegare il fronte pro-memorandum, in un confronto controllato da una legge elettorale volgare che imbroglia il voto finale. Il risultato di queste elezioni è senz'altro incredibile.

Per essere sinceri, dobbiamo anche ammettere che il motivo non è stato la superiorità ideologica della sinistra o la profondità degli argomenti del programma politico di Syriza, ma il fatto che il bipolarismo non può più garantire la soddisfazione delle dipendenze della classe media greca. Mentre essa abbandona il bipolarismo, le strutture di controllo della società e della riproduzione del potere, si trasformano in modo incontrollabile. Risultato di questa trasformazione è anche il crollo del personale politico del Pasok ed in parte della Nea Dimokratia, che da anni dominavano la vita politica del paese. Il vuoto che rimane, crea delle enormi carenze nel controllo del funzionamento dell'amministrazione e di conseguenza anche nell’ attuazione delle misure del memorandum. La velocità dell’ imposizione con la quale venivano imposte le nuove misure di austerità, erano tra le carte più forti dei leader che sostenevano tutto ciò. Il vuoto non durerà per molto, ma finchè c'è, soprattutto in condizioni di ingovernabilità, costituisce un enorme opportunità per la sinistra; affinché possa cancellare nella pratica le misure del memorandum ed arrestare quelle che seguiranno. Tra queste, il 15 Maggio, soprattutto quelle dell'abolizione dell'AFTER EFFECT (retroattività dei contratti) e dei contratti collettivi di lavoro. Un’ evoluzione del genere, farebbe crescere il consenso ottenuto dal Syriza nel nuovo prossimo confronto .

Un fantasma aleggia sopra la sinistra

Oggi è in corso la riunione dell'Antarsya [Fronte della Sinistra Anticapitalista, NdE] che deciderà se accettare l'invito del Syriza per un governo di sinistra, la questione però è se il fronte della sinistra sarà abbastanza o meno anti-europeista o non. E' un luogo comune che la maggioranza dei cittadini greci non desiderano l'uscita dalle strutture europee, nemmeno dalla zona euro. La sinistra radicale deve rendersi conto che lo spostamento avvenuto da parte della classe media greca verso Syriza è qualcosa di impressionante. Non si tratta però di una situazione pre-rivoluzionaria, ma di un tentativo di stipulare un contratto sociale alternativo, un tentativo di  compromesso, e come tale dovrebbe essere inteso. Deve a sua volta, anche decidere se supererà la sua autodefinizione messianica come avanguardia del richiamo della storia e accettare un’ alleanza con questa massa critica, sul bisogno comune di affrontare il memorandum.   
         
Ascoltando ieri le parole di Samaràs sull’ invito alle "armi"di tutte le forze del centro destra (Bakoyànni, Karatzafèris, Mànos, Tzìmeros) per arrestare l’ avanzata di Tsìpras, ci si rende conto del vicolo ceco in cui si trova la classe dominante in Grecia. Finché continuerà l’ ingovernabilità, il tempo della politica si restringerà. Ogni mossa tattica costerà o produrrà enorme profitto ai protagonisti. Nello stesso tempo, la pressione verso Syriza sarà enorme, inizialmente a livello mediatico e se questo non basterà, ci sarà anche l'intervento dell’apparato parastatale. Comunque sia, è già pronta la piattaforma per la sua introduzione negli sviluppi politici. In questa fase, se la sinistra radicale non riuscirà a scendere a compromessi con l'idea della coesistenza con le parti della società che non si ispira alle sue idee e alla sua leggenda, anche se ciò, del resto vorrà dire qualche sconto ideologico che potrà permettergli di affiancarsi politicamente al Syriza; molto presto Syriza verrà abbandonato da quella parte stessa della società . In questo momento storico, considerando la versatilità degli elettori, un’ azione simile risulterebbe catastrofica. Basti pensare che la destra, in tutte le sue versioni, durante le ultime elezioni ha ottenuto il 45% delle preferenze.

Campo minato nella politica d’ immigrazione

La politica dell’ immigrazione assume sempre di più un’elevata politicizzazione e continua essere campo privilegiato di contrapposizione, per il predominio. In particolare il clima di xenofobia e la lascivia del terrore hanno conquistato la stragrande maggioranza della classi medie. Come è stato poi provato anche dalla scelta di Chrisochoìdis-Loverdos [Michalis Chrisochoidis, ministro PASOK della protezione del citaddino; Andreas Loverdos, ministro PASOK della sanità e della soildarietà sociale, NdE] di esporre delle prostitute sieropositive in risposta all'accusa di assenza dello stato dal centro di Atene. La necessità di sopravvivenza politica di chi domina, porta anche al cannibalismo dei cittadini indifesi. In sostanza, la maggioranza che si trova ai margini della società, è minacciata indirettamente con l’umiliazione della propria qualità di cittadino; a servizio del dogma della sicurezza,  promosso da comunità scientifiche attraverso i media, strutture della società civile e dallo stato stesso. Il risultato inevitabile di questo processo è un'ulteriore repressione delle libertà democratiche. Ed è per questo che lo specifico scontro con le forze del memorandum è in sostanza la lotta per la democrazia.

Per affrontare gli argomenti xenofobici e razzisti del potere, la sinistra deve spostare, almeno dalla retorica -perché nella pratica è ormai molto tardi- la sua posizione sull’ immigrazione dall’ umanesimo romantico al reale umanesimo. Ammettendo cioè, le dimensioni del problema che affrontano gli strati poveri nel centro della capitale, puntando al contatto con loro attraverso i movimenti del quartiere. E' già noto il discorso dell’ approccio sbagliato da parte della sinistra, offrendo così ampio spazio all'estrema destra. Mentre contemporaneamente deve diventare posizione di governo del Syriza, insieme con gli altri cinque punti principali della sua politica, la necessità di cambiamento della politica migratoria europea e l'abbandono della Convenzione di Dublino da parte della Grecia.

La battaglia per l'Europa passa da Atene

Forse le dichiarazioni fatte dalla Merkel indicano in sostanza il suo rifiuto di rinegoziare il Patto europeo di stabilità o il memorandum greco. Comunque il costo che produce l'austerità dilapida velocemente le riserve di coercizione che può applicare sui capi di altri stati, ma anche i suoi fondamenti ideologici neoliberali. In realtà il tempo conta alla rovescia per i fondamentalisti del monetarismo. Ne è prova la sconfitta dei cristiano-democratici nello Schleswig-Holstein, dove il partito della Merkel ha ottenuto la percentuale più bassa della sua storia. Importanti membri del sistema finanziario, come Dalara, capo dell'Institute of International Finance ed Olli Rehn consigliano apertamente a Bruxelles di abbassare i toni della controversia. Il FMI riapre le trattative dei termini del memorandum in Romania, dopo il crollo del governo, dovuto alle misure di austerità adottate. Ed altre voci, in questi ultimi giorni, tra cui Krugman e  Martin Schulz, sottolineano che lo scontro sulle modalità della gestione della crisi del debito è profondamente politica; dando il benvenuto alla crisi politica in Grecia come segno di qualcosa che sta cambiando in Europa.
 
Alcuni coscientemente, altri incoscientemente, tutti ci siamo resi conto che la crisi del debito ed il modo in cui veniva affrontato aveva a che fare con la correlazione delle forze politiche in Europa e con la formulazione del carattere dell’ integrazione del programma europeo. Quello che sta succedendo in Grecia riguarda direttamente tutto quello che accadrà in Europa, nonchè il futuro del paese nell'UE. La questione non è dentro o fuori dall'Europa, ma con quale Europa? Lo scontro in Grecia influisce direttamente su tutto il continente e sul futuro di tutti gli europei. Questa cosa deve essere esibita sempre, finché non verrà accettato il fatto che la crisi del debito greco è dovuta alle scelte del potere europeo e al suo fidanzamento con il sistema finanziario. La sinistra e il Syriza, facendo appello ad un governo di sinistra, dovrà avvertire la gente con cui discute dei rischi che nasconde uno scontro frontale di tale dimensione, con i nostri creditori europei. Nessuna forza politica potrà sopportare la pressione che sarà fatta alla Grecia quest'estate senza il sostegno della popolazione. Comunque sono gli unici che possono portare le cose fino alla fine.
 
In questi ultimi tre anni, tutti noi che viviamo ad Atene abbiamo visto delle immagini di una nuova realtà che all'inizio era incomprensibile e poi spaventosa. La velocità con la quale esseri immiseriti riempono le vie della capitale è disarmante, non può essere sottoposta ad un’analisi logica della politica e della società. Sin dall'inizio c'era questa sensazione, che poi è diventata  coscienza ed ormai è un'immagine completa: che questa lotta non è altro che lotta per la civiltà. Ormai è palese che la trasformazione del volgare monetarismo in totalitarismo ideologico si sta evolvendo velocemente. Forse l'evoluzione naturale dei fatti  porta all'Armageddon della nostra era, forse stiamo semplicemente vivendo una feroce scossa del sogno europeo. Ma in questo episodio del dramma è importante che ognuno si esprima con più chiarezza. La mancanza di esperienza dei movimenti ma anche del capitale storico della sinistra radicale di uno scontro come questo, si faranno fortemente vedere. Forse la correlazione non ha tutte le qualità che vorremmo o forse non tutte le personalità ispirano la  tensione che vorremmo. Se però la scelta finora si fa, tra la miseria imposta dal neoliberalismo in questa società, gli ordini militari del neo-fascismo o il ciuffo di Alèxis Tsìpras, allora la scelta è ovvia.

* Sul litmus test leggete qui





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://wp.me/p1pa1c-gW4
Publication date of original article: 09/05/2012
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=7403

 

Tags: GreciaElezioniSyrizaAlexis TsiprasEuropaUnione EuropeaMerkel
 

 
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