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 28/06/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / Comunicato unitario Sol-Syntagma
Date of publication at Tlaxcala: 15/09/2011
Original: Comunicado conjunto Sol-Syntagma
Translations available: Ελληνικά  English  Português  Français  Deutsch 

I cittadini di Puerta del Sol e piazza Syntagma manifestano la loro indignazione ed invitano tutti gli indignati ad invadere le proprie piazze
Comunicato unitario Sol-Syntagma

Asamblea Sol - Sintagma Συνέλευση Σολ- Συντάγματος

Translated by  Asamblea Sol - Sintagma Συνέλευση Σολ- Συντάγματος

 

Dagli Stati Uniti a Bruxelles, dalla Grecia alla Bolivia, dalla Spagna alla Tunisia la crisi del capitalismo si stà accentuando.
Ma ora la soluzione per superare questa crisi ce la vogliono dare proprio i colpevoli che l’hanno creata.

Ma qual è la loro soluzione?

Pretendono travasare fondi pubblici a enti finanziari privati e far pagare dazio una volta ancora a quei popoli schiacciati da piani di adeguamento che spingono i paesi ancora più a fondo nella crisi.
Nell’Unione Europea gli attacchi dei mercati finanziari al debito sovrano (debito pubblico) non sono altro che ricatti ai danni di governi codardi. Come conseguenza assistiamo ad un vero e proprio sequestro dei parlamenti che poi applicheranno misure inique nei confronti della popolazione.
Le istituzioni europee, invece di prendere serie decisioni politiche che contrasterebbero questi attacchi, si alleano con loro.
È dall’inizio delle crisi che assitiamo al tentativo di trasformare il debito privato in debito pubblico; grandissimo esempio di come vengano socializzate le perdite dopo aver privatizzato in modo scandaloso i guadagni.
Gli alti interessi ai quali otteniamo i finanziamenti non sono collegati alla nostra affidabilità creditizia, ma bensì alle manovre speculative che le grandi società finanziare, insieme alle agenzie di rating, realizzano per arricchirsi.
I tagli economici sono inoltre accompagnati da restrizioni alle libertà democratiche tra cui: le misure di controllo ed espulsione della popolazione immigrata e le restrizioni alla libera circolazione dei cittadini all’interno della UE.
Gli unici che continueranno ad avere le frontiere aperte saranno l’euro ed i capitali speculativi che saranno, come sempre, liberi di circolare.

In Spagna la popolazione è vittima di un enorme inganno. Il debito pubblico (60% del PIL) NON È UN PROBLEMA e ciononostante viene usato come scusa per farci credere che una situazione grave giustifica i crescenti attacchi ai nostri diritti ad al nostro patrimonio.
Il vero problema è un altro: il debito privato (240% del PIL). Ma in questo caso invece di applicare alle banche i piani di austerity, lo stato concede loro sovvenzioni ed aiuti a spesa dell’erario pubblico.
L’aiuto più grande è arrivato con la cessione a prezzo stracciato del sistema bancario delle Casse di Risparmio, di imprese e attività redditizie. E mentre si concedono questi regali si chiudono gli accessi alla Puerta de Sol, fulcro del movimento 15M, calpestando in questo modo diversi diritti fondamentali.

 

 

In Grecia hanno imposto un Memorandum. Hanno detto alla popolazione che i tagli, la austerity e le nuove tasse son osacrifici che bisogna fare per ridurre il debito e far uscire il paese dalla crisi.
Ma realmente ci mentono! Ogni giorno che passa si adottano nuove misure, gli stipendi vengono abbassati, la disoccupazione è alle stelle e i giovani emigrano. In questa situazione il debito non fa altro che crescere perchè i nuovi prestiti vengono destinati al pagamento degli stratosferici interessi che si devono ai creditori. Il deficit della Grecia e degli altri paesi dell’Europa meridionale diventano così il surplus delle banche tedesche e degli altri paesi ricchi del nord.

I colpevoli dell’ingigantimento del debito non sono nè gli stipendi nè le pensioni. I veri responsabili sono le grandi agevolazioni fiscali, le sovvenzioni al capitale, l’acquisto esagerato di armamenti militari ed i prodotti farmaceutici.
Portano un paese alla bancarotta per poter così applicare nuovi tagli, adottare ulteriori misure devastanti e vendere la terra ed i beni pubblici ad un prezzo ridicolo.

Ma noi cosa esigiamo?
Esigiamo che si annulli il memorandum e che se ne vadano via!
Ci rifiutiamo di essere governati dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Troika.
Esigiamo la nazionalizzazione delle banche. Con le misure di salvataggio che si sono applicate, lo Stato ha già pagato una somma superiore al loro valore in Borsa; non si può permettere che continuino con le loro speculazioni.
Esigiamo inoltre che si facciano pubbliche le cifre del debito in modo che i cittadini sappiano come sono stati spesi i loro soldi.
Esigiamo una ridistribuzione della ricchezza ed un cambiamento della politica fiscale per far sì che paghino i ceti abbienti: i banchieri, i capitalisti e la chiesa.
Esigiamo il controllo popolare democratico dell’economia e della produzione.

Proprio per queste ragioni le due piazze sono coscienti del fatto che:
LE POLITICHE DI ADEGUAMENTO CHE SI STANNO ADOTTANDO NON CI FARANNO USCIRE DALLA CRISI, MA BENSÌ CI SPINGERANNO DENTRO ANCORA PIÙ A FONDO. CI TRASCINERANNO AL LIMITE, SI APLICHERRANO SALVATAGGI PROPRIO ALLE BANCHE CREDITRICI, FATTO CHE CAUSERÁ NUOVI ATTACCHI AI NOSTRI DIRITTI, ALLE NOSTRE ECONOMIE FAMILIARI E AL NOSTRO PATRIMONIO PUBBLICO.
Ci calpestano, proprio per questo è necessario INDIGNARSI E RIBELLARSI.
È ciò che stiamo facendo sia a Puerta del Sol a Madrid che nella piazza Syntagma di Atene.

- Stop alle misure di adeguamento e di salvataggio
- No al pagamento di un debito illegittimo. Il debito non è nostro. Non dobbiamo niente, non vendiamo niente, non pagheremo niente.
- Esigiamo da subito una democrazia reale e diretta.
- A difesa del settore pubblico: stop alle vendite di proprietà e di servizi pubblici.
- Per tutto ciò è necessaria l’azione comune di tutti gli indignati in tutte le piazze del mondo!





Courtesy of madrid.tomalaplaza.net
Source: http://madrid.tomalaplaza.net/2011/08/29/comunicado-conjunto-sol-syntagma/
Publication date of original article: 28/08/2011
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=5768

 

Tags: GreciaSpagnacrisicapitalismo
 

 
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