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 CULTURE & COMMUNICATION 
CULTURE & COMMUNICATION / Petros Markaris : la Grecia è il nostro futuro
Date of publication at Tlaxcala: 13/01/2021
Original: Petros Markaris : la Grèce est notre avenir

Petros Markaris : la Grecia è il nostro futuro

Rosa Llorens Ρόζα Λιώρενς

Translated by  Leopoldo Salmaso
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

Qualche anno fa, dal 2010 e soprattutto nel 2015, abbiamo assistito alla brutale tragedia greca con un senso di commiserazione, dall'esterno. Sarebbe opportuno oggi tornare su quegli eventi: questa rivisitazione ci permetterà forse di vedere e capire meglio che cosa sta succedendo nei nostri “paesi ricchi”. Per questo, piuttosto che ricordare la drammatica soap opera messa in scena dai media (“La Grecia sarà salvata?”), è più utile rileggere i thriller di Petros Markaris, in particolare la “trilogia della crisi” (Prestiti scaduti, L’Esattore, Resa dei conti).

A prima vista, sono gialli atipici, dove la suspense principale arriva dal traffico di Atene: ogni volta che il Commissario Kharitos ha un appuntamento da qualche parte, sorge questa domanda: arriverà in tempo? Riuscirà ad attraversare piazza Syntagma o la troverà bloccata da una manifestazione, da un sit-in? Il viale Epistemiou sarà congestionato? Gli toccherà fare una deviazione per stradine secondarie? Nel suo ultimo libro tradotto, L’Università del crimine, (che non è fra i più riusciti), l'enigma più interessante è ancora quello dell'itinerario del commissario: perché, di ritorno dalle vacanze in Epiro, che sta a nord-ovest, lui scende a Corinto prima di salire verso Atene? [Risposta: c'è un'autostrada diretta dall'Epiro a Corinto, attraverso il ponte di Patrasso. È forse una delle autostrade costruite all'epoca dei disastrosi - per le loro conseguenze finanziarie - Giochi Olimpici del 2004, con fondi europei che non sono mai stati impiegati dove c’erano i reali bisogni].

Per il resto l'inchiesta avanza al ritmo rutinario della polizia, al ritmo lento della trentenne Fiat 131 Mirafiori del commissario [che l’abbandonerà per una Seat spagnola nuova fiammante, scelta per solidarietà fra sud-europei, in occasione delle nozze di sua figlia], o al ritmo del seguito del senatore che doveva assomigliare a quello dell'autore, oggi 84enne. L’inchiesta non riserva grandi sorprese, seguendo sempre più o meno lo stesso schema: tre omicidi, ogni volta nel medesimo ambiente professionale o economico (evasori fiscali, grandi banchieri, veterani antifascisti che sono diventati imprenditori di successo. .), schema che consente a Markaris di segnalare ogni volta una categoria responsabile o beneficiaria della crisi.

Perché l'aspetto interessante di questi gialli è che fanno immergere il lettore nei problemi concreti della società greca, al tempo della troika, cioè quando la Grecia era sotto la tutela delle istituzioni europee. Infatti, anche nell'ambiente protetto dei funzionari di polizia, Adriani, la moglie del commissario, deve sbizzarrirsi in prodigi d’ingegno per sfamare, dopo l'ennesimo taglio di stipendi e bonus, quattro persone (sua figlia e suo genero oltre a lei e al marito) coi soldi per due.

Basanizomai: Sono tormentato, graffiti greci, secolo XXI

Ma più duro è il destino dei piccoli commercianti e imprenditori che sono costretti, per mancanza di clienti, ad abbassare le serrande (in alcune strade si vedono solo negozi chiusi, dove i cartelli con scritto "in vendita" o "in affitto" non interessano a nessuno), o addirittura a suicidarsi nel loro negozio. Quanto ai lavoratori, sono disoccupati: nei cantieri, in particolare quelli dei Giochi Olimpici, a parte qualche dirigente greco, si vedono solo immigrati dall'oriente (Iraq, Pakistan, Afghanistan...) o bulgari, rumeni, albanesi, georgiani... si scopre anche una categoria specifica della Grecia: i Ponti - dalle comunità greche anticamente insediate nei paesi lungo il Mar Nero. A questo proposito Markaris è molto corretto: pur constatando la situazione dei lavoratori greci, egli descrive lo sfruttamento subito dagli immigrati: mal pagati, mal alloggiati, costretti ad accettare qualsiasi lavoro; sua figlia diventa persino avvocato specializzato nella difesa degli immigrati, cosa che non le frutta granché.

Ma ci sono anche due categorie sacrificate a causa della loro età: i giovani, che dopo lunghi studi si ritrovano disoccupati, e gli anziani le cui pensioni di vecchiaia si vanno riducendo come pelle rattrappita dal dolore. Anche per loro, il suicidio a volte sembra essere l'unica via d'uscita.

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L’omicidio è denaro, scritto nel 2016, è il romanzo di maggior impatto [leggi l'estratto]. Per una volta, ciascuna vittima proviene da un background diverso, ma l'assassino, o meglio l'organizzazione omicida, è di sicuro la stessa. Procedura insolita per Markaris: un rappresentante di questa "organizzazione" arriva alla fine a spiegare, in quattro pagine, il motivo degli omicidi e, soprattutto, che cosa sta accadendo nell'economia greca: "La Grecia è diventata una cavia". Per cinque anni, l'Europa ha condotto un esperimento per vedere fino a che punto possiamo spingerci nella precarizzazione e nell'impoverimento di un paese, attraverso privatizzazioni e tagli ai salari, alle pensioni e alle spese sociali (istruzione, salute...). I “rappresentanti del denaro sporco” hanno seguito con interesse questo esperimento, e hanno avuto l'idea di fare una ricerca tutta loro: si può, in un Paese paralizzato, esangue, sostituire l'economia legale, ora estinta, con un'economia parallela, investendo in Grecia i soldi sporchi depositati nei paradisi fiscali offshore? Il denaro sporco si ricicla investendolo, e quindi sviluppando l'economia, creando nuove società che non si distingueranno in nulla da quelle vecchie, tranne il fatto che la Grecia è ora interamente nelle mani "dell'organizzazione'.

Riconosciamo qui il new deal o il "reset" che è stato avviato in Cile grazie al golpe dell'11 settembre 1973; potremmo senza dubbio vederlo all'opera oggi in Libano, grazie alla distruzione del porto di Beirut, se da quel paese ci sono pervenute informazioni coerenti. Ma, soprattutto, possiamo riconoscere in questa cornice ciò che sta accadendo in Francia e in altri paesi dell'Europa occidentale grazie alla pandemia di Covid: la strategia dello shock, proveniente dalla Scuola di Chicago, può volgere a frutto ogni tipo di evento e di situazione. Ci sono voluti 40 anni per passare dal Cile alla Grecia, ma solo 5 anni per passare dalla Grecia all'Europa Occidentale: siamo proprio nella “società autofaga” che analizza Anselm Jappe: il capitalismo, sempre alla ricerca di nuovi profitti, si sta ora rivoltando contro i paesi ricchi che l'hanno dato alla luce.

L’omicidio è denaro è il romanzo in cui Markaris si spinge più lontano, senza dubbio a causa del fallimento di Syriza e della rabbia provocata dal suo tradimento. Come spesso accade in Europa, l'avvento al potere di un governo “di sinistra" non sortisce altro effetto che accelerare l'attuazione del programma neoliberista, disgustare i suoi elettori e consolidare l'egemonia della destra (oggi tornata al potere in Grecia). Resta da aggiungere che "l'organizzazione" non è più la mafia o la camorra, come si potrebbe pensare: oggi nulla distingue un'economia "pulita" da un'economia "sporca", è tempo di dimenticare la mitologia dei "crimini di mafia", e riconosce i crimini dell'industria farmaceutica o dei GAFAM.

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►I venti libri di Markaris in italiano, presso Bompiani e La Nave di Teseo

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=30493&enligne=aff
Publication date of original article: 12/01/2021
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=30509

 

Tags: Petros MarkarisLetteratura grecaGialli politiciDistruzione della GreciaUEropaEuroditttatura
 

 
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