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 EUROPE 
EUROPE / Bisogna proteggere i bambini musulmani come gli altri: appello di personalità ebraiche in Francia
Date of publication at Tlaxcala: 29/11/2020
Original: Il faut protéger les enfants musulmans comme les autres : appel de personnalités juives

Bisogna proteggere i bambini musulmani come gli altri: appello di personalità ebraiche in Francia

Various Authors - Autores varios - Auteurs divers- AAVV-d.a.

Translated by  Silvana Fioresi
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

 

TRIBUNA. « L’infanzia non deve destare sospetto, ma protezione », stimano 42 personalità ebraiche, preoccupate per le segnalazioni e i procedimenti giudiziari contro dei bambini accusati di compiacenza nei confronti del terrorismo.

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Il video surrealista detto di « decrittazione» del Ministero degli interni francese su quattro bambini  musulmani trattenuti in Savoia

Dall’assassinio di Samuel Paty centinaia di bambini e adolescenti si sono visti accusare di compiacenza nei confronti del terrorismo, segnalati alle autorità del rettorato, querelati per apologia del terrorismo. Alcuni bambini di quinta elementare hanno passato una giornata intera in trattenimento giudiziario, ascoltati in un commissariato. Altri hanno subito perquisizioni e interrogatori, a volte semplicemente perché erano in possesso di un foglio scritto in arabo.

Le cifre trasmesse dalla stampa non lasciano dubbi. La sorveglianza, soprattutto di bambini musulmani, voluta dal ministro dell’Istruzione pubblica, è stata seguita da una parte dei dipendenti della pubblica istruzione e ha portato a un trattamento differenziato di alcuni bambini.

In effetti, la costituzione di un dispositivo di controllo di questo tipo – sostenuto con ripetuti discorsi che mettono in avanti i musulmani come candidati privilegiati della radicalizzazione - è seguita necessariamente da una forma di sospetto generalizzato nei confronti di una parte della popolazione, e condivisa da non poche persone, più o meno convinte.

Eppure l’infanzia non deve destare il sospetto, ma la protezione. L’interesse superiore del bambino è proteggerlo da ogni minaccia contro il suo essere bambino, e, di conseguenza, contro i suoi diritti di fatto. È proprio di questo di cui sono stati privati le centinaia di bambini segnalati e/o denunciati per apologia del terrorismo. Per loro, non sarà questione di ascolto e accompagnamento, ma di procedure giuridiche e sanzioni penali e/o scolastiche.

I bambini della Repubblica e gli altri

È una linea di demarcazione che si traccia tra i bambini che continuiamo a proteggere e quelli invece che sacrifichiamo sull’altare dell’attualità. Tra i bambini che la Repubblica riconosce come i suoi, e i bambini degli altri. La contraddizione tra il posto accordato all’infanzia nella nostra società e il trattamento dei bambini musulmani rivela la portata politica di una tale differenza di trattamento. Se è necessario torcere i nostri principi etici fino a romperli, è perché questi bambini sono pericolosi per i nostri bambini.

Dobbiamo constatare che la focalizzazione dei bambini musulmani accompagna una politica più generale di stigmatizzazione delle comunità musulmane come «corpi estranei », se non addirittura come nemici dell’interno. Il tentativo, parzialmente riuscito, di mobilitare la scuola e i dipendenti della pubblica istruzione in questa impresa politica, è terribilmente inquietante. Denota la persistenza del rigetto dei musulmani, che funziona sempre di più come un codice culturale diffuso nell’intera società civile.

Se la storia deve prendere parte alla nostra bussola politica per il presente, allora è impossibile non evocare l’esperienza di migliaia di bambini ebrei, francesi o stranieri, spogliati della propria infanzia e della loro dignità da parte dell’agenda politica di Vichy e dal suo sospetto antisemita. Se si è potuto consegnare alla barbarie delle migliaia di bambini ebrei, è perché l’antisemitismo era così radicato nell’immaginario collettivo francese che questo fatto non ha sollevato più di tanto delle resistenze all’interno della società.

Non si tratta certo di paragonare due momenti storici così diversi, né di assimilare da ogni punto di vista l’antisemitismo degli anni Trenta e l’islamofobia di oggi. Tuttavia, allertare sulle forme di continuità e di trasferimento tra il passato e il presente ci sembra, nel periodo attuale, essenziale per contenere e prevenire ogni forma di regressione brutale.

Contenere la logica funesta

Il periodo di crisi acuta che attraversiamo alimenta la nostra inquietudine, perché è dal sospetto e dalla lacerazione che nascono i mostri. Anche le certezze più solidamente ritenute come irremovibili si erodono. L’emancipazione degli ebrei, dopo la Rivoluzione francese, non ha impedito lo sviluppo e la diffusione di un antisemitismo assolutamente adattato alla società francese moderna e aspettava solo un evento sufficientemente traumatico per far saltare le ultime dighe repubblicane. La tendenza sociale andava già contro gli ebrei, ma l’occupazione tedesca le aprirà le porte del potere.

Assistiamo, da oltre due decenni, a un aumento della stigmatizzazione delle comunità musulmane in Francia. Prende oggi una svolta preoccupante, in un periodo in cui non si finisce di accumulare la rabbia e il risentimento delle categorie più relegate socialmente. Le posizioni e le misure del governo si iscrivono in una logica di accentuazione di spaccature e risentimenti. Seguono, così, molto più una logica guerriera che un’iniziativa di tranquillità e di protezione collettiva. Noi, membri della società civile, ebrei·e o di origine ebraica, lanciamo un appello per arrestare questa logica funesta.

In questo senso, ringraziamo i·le numerosi·e insegnanti, professori e istitutori, che hanno saputo tener duro e hanno denunciato gli incitamenti a perseguire la politica del governo nei loro istituti. Ringraziamo anche tutti gli attori dell’educzione popolare e della protezione dell’infanzia, mobilitati ad accompagnare i bambini in questo periodo difficile.

Primi firmatari :

  1. Rony Brauman, medico saggista, ex-presidente del MSF
  2. Gérard Haddad, psicanalista
  3. Dominique Vidal, giornalista , storico
  4. Éric Hazan, editore
  5. Ron Naiweld, storico, ricercatore al CNRS
  6. Joëlle Marelli, traduttrice, ricercatrice indipendente
  7. Sonia Dayan Herzbrun, professoressa emerita dell’università di Parigi
  8. Annie Ohayon, produttrice
  9. Eyal Sivan, regista
  10. Dominique Natanson, animatore del sito Memoria ebraica e educazione
  11. Mihal Raz, sociologo, EHESS
  12. Tal Dor, sociologo, Università Paris VIII
  13. Ariella Azoulay, professoressa di cultura moderna e media, e letteratura comparata Università Brown Providence USA
  14. Mariane Vl Koplewicz, Edizioni du Souffle
  15. Henri Goldman, rivista Politique, Bruxelles
  16. Madeleine Estryn-Behar, medica
  17. Michel Emsalem, matematico
  18. Suzanne Körösi, universitaria
  19. Naruna Kaplan de Macedo, regista
  20. Didier Epsztajn, editore presso Syllepse
  21. Leslie Kaplan, scrittrice
  22. James Cohen, Università Sorbonne Nouvelle (Paris 3)
  23. Gabriel Hagaï, rabbino
  24. Patrick Silberstein, editore presso Syllepse
  25. Corinne Sibony, consulente psicologa scolastica
  26. Raphaël Cahen, Dottorando in Filosofia a Toulouse Jean-Jaurès
  27. Elsa Roland, ricercatrice, ULB Bruxelles
  28. Julien Cohen-Lacassagne, scrittore
  29. Michèle Faÿ, militante associativa
  30. Gérard Faÿ, universitario
  31. Evelyne Reberg, autrice libri per la gioventù
  32. Michèle Sibony, insegnante
  33. Michel Warschawski, militante anticolonialista
  34. Jonas Sibony, insegnante, ricercatore
  35. Michel Staszewski, Université libre di Bruxelles
  36. Simon Assoun, educatore specializzato nella protezione dell’infanzia
  37. Fabienne Brion, UC Louvain, facoltà di diritto e criminologia
  38. Leila Vidal-Sephiha, Assistente alla regia al Schauspielhaus di Zurigo
  39. Lorenzo Graf, organizzatore di tournée
  40. Chilea’s, beatmaker e DJ
  41. Revital Madar, scienze politiche, Reims
  42. Adolfo Kaminsky, fotografo





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://www.nouvelobs.com/idees/20201125.OBS36573/il-faut-proteger-les-enfants-musulmans-comme-les-autres.html
Publication date of original article: 25/11/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=30187

 

Tags: Bambini musulmani FranciaBambini sospetti apologia terrorismoSamuel PatyDolce Francia
 

 
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