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 20/10/2020 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EDITORIALS & OP-EDS 
EDITORIALS & OP-EDS / Cesare Battisti: persistiamo
Date of publication at Tlaxcala: 16/09/2020
Original: Cesare Battisti : nous persistons

Cesare Battisti: persistiamo

Various Authors - Autores varios - Auteurs divers- AAVV-d.a.

Translated by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

 Scrittori, giornalisti, artisti e intellettuali in Francia ribadiscono il loro sostegno all'attivista italiano in sciopero della fame

Ecco un testo la cui principale richiesta è che il diritto comune sia applicato a un detenuto e la cui lista di firmatari include alcuni nomi che non siamo abituati a vedere sul sito lundimatin. Il fatto che compaia su questo sito è indicativo di un momento in cui la più crudele furia repressiva contro un individuo, quarant'anni dopo gli atti di cui è accusato, è considerata normale.

Dopo quattro giorni senza risposta, il quotidiano Le Monde ci ha infine inviato un rifiuto sotto forma di lettera standard. Poiché abbiamo poco gusto a trattare con testate la cui credibilità è in costante calo, e il tempo stringe, contiamo sui lettori di lundimatin per far conoscere questa protesta e per firmarla.

Dall'inizio della settimana scorsa, Cesare Battisti ha iniziato lo sciopero della fame per chiedere la fine del regime eccezionale che gli era stato applicato senza alcuna base giuridica. In questa occasione si è subito riaccesa la consueta guerra di falsità contro di lui. I media italiani hanno ripetuto la menzogna che il suo regime era stato approvato dalla Corte di Cassazione. Tuttavia, come hanno sottolineato i difensori di Cesare in un comunicato stampa, questo tribunale si era pronunciato solo sull'isolamento come pena aggiuntiva all'ergastolo per un periodo che terminava il 14 luglio 2019. Da allora, è stato tenuto sotto questo regime al difuori di ogni legalità.

L'utilità delle petizioni può sempre essere messa in dubbio, e lo abbiamo fatto più di una volta. Ma ci sembra che siano tanto più necessarie quando non sono al passo dello zeitgeist. Questa ci permetterà almeno di contarci e di mostrare a Cesare, nel buco dov’è murato vivo,  che non è solo.

 

Cesare Battisti: persistiamo

Persistiamo nel difendere Cesare Battisti contro le forze politiche che, dalla Francia al Brasile, dall'Italia alla Bolivia, ne hanno fatto il giocattolo di un antiterrorismo fantasmatico, di un escalation securitaria e di un giustizialismo che confonde la giustizia con un populismo penale che alimenta l'infinita vendetta degli Stati.

Cesare Battisti è stato rapito nel gennaio 2019 in Bolivia, in circostanze estranee a qualsiasi forma di diritto internazionale e nazionale. 1] La messa in scena televisiva del suo atterraggio all'aeroporto di Ciampino, dove è stato accolto dal Ministro dell'Interno di estrema destra Salvini e il suo ausiliario cinquestellato, travestiti da poliziotto, ha sconvolto persino il Consiglio superiore della magistratura italiano. Da ormai quarant'anni Cesare dimostra di aver rinunciato a ogni attività clandestina e violenta, e gli è stato applicato retroattivamente un regime antiterrorismo che gli proibisce ogni contatto con gli altri detenuti e lo tiene in isolamento 24 ore al giorno. Questo accadeva nel carcere di Oristano, in circostanze tali da costringerlo a scegliere se pranzare o “passeggiare” in uno spazio ristretto. Per questo motivo, all'inizio della settimana scorsa ha iniziato uno sciopero della fame.

Alla fine della settimana è stato trasferito in Calabria, nel carcere di Rossano dove è ancora detenuto sotto il cosiddetto regime AS2, riservato ai terroristi: sarà lì in compagnia di 18 prigionieri di Al Qaeda! A quest'ora non sappiamo se continua lo sciopero della fame.

La sua persecuzione da parte dell'amministrazione penitenziaria è oggetto di numerose denunce. L'esorbitante arbitrarietà di cui soffre non ha assolutamente nulla a che vedere con qualsiasi eventuale pericolosità: non gli si perdona di aver cercato di sfuggire alla vendetta dello Stato ed è per questo che persistiamo nel difenderlo.

Persistiamo nel difendere Cesare Battisti, non perché sarebbe innocente, o perché sarebbe uno scrittore, o perché sarebbe simpatico, o per qualsiasi altro motivo, ma perché, in virtù della sua storia, appartiene a pieno titolo a quella frazione della popolazione italiana, giovane e meno giovane, che negli anni Settanta del secolo scorso, per un decennio, è entrata in secessione con la vecchia società, con la sua sottomissione al capitalismo sfrenato e alle sue forze politiche istituzionali. Questa secessione ha preso anche una svolta violenta, e se vogliamo criticare la forma politica che questa violenza ha assunto, e il discorso ideologico che l'ha accompagnata, va notato che questa violenza è stata portata avanti da tutta la società italiana, in particolare dalle forze dell'ordine e dai servizi segreti. Gli attentati ciechi, di gran lunga i più micidiali, sono stati opera di gruppi di estrema destra, in gran parte infiltrati e manipolati dai servizi dello Stato. E' anche perché i romanzi di Cesare Battisti ci hanno ricordato la realtà di un'epoca mitizzata come gli “anni di piombo”, che i rappresentanti delle forze politiche allora sotto attacco, che non hanno mai smesso di governare insieme o separatamente, sono state implacabili nei loro attacchi contro di lui, sostenuti da media alla ricerca di mostri e dalle pesti emozionali di un’opinione manipolata.

Persistiamo  e persisteremo nel sostenere Cesare Battisti nella sua battaglia per ottenere il ricupero dei suoi diritti, compreso, in primo luogo, il diritto alla detenzione “normale”. Lo sosterremo nella sua lotta per ottenere il riconoscimento da parte dell'ONU e del Consiglio d'Europa della natura illegale del suo rapimento e della sua detenzione. Persisteremo nel difendere l'idea che la società italiana ha tutto da guadagnare affrontando il suo passato e andando verso un'amnistia per i reati politici degli anni Settanta.

Prime firme : Isabelle Alonso, scrittrice e editorialista; Jean-Pierre Bastid, scrittore; Luca Belvaux, regista; Stéphanie Benson, scrittrice; Eric Beynel, portavoce della confederazione Solidaires; Laurence Biberfeld, scrittrice; Jean-Pierre Bouyxou, critico cinematografico; Eric Brun, sociologo; Jean-Marie Buchet, regista; Pierre Carles, regista; Jean-Louis Comolli, regista; Anne Crignon, giornalista (Le Nouvel Observateur); Elsa Dorlin, filosofa; Gérard Delteil, scrittore; Pascal Dessaint, scrittore; Jean-Michel Devésa, professore universitario, scrittore; Patrick Dewdney, scrittore; Sylvain Garel, ex presidente del gruppo ecologista del Muncipio di Parigi; François Gèze, editore; Alain Jugnon, filosofo; Chantal Junius, pensionata; Hervé Le Corre, scrittore; Marin Ledun, scrittore; Gilles Martin-Chauffier, scrittore e caporedattore di Paris-Match; Chantal Montellier, scrittrice e vignettista; Patrick Mosconi, scrittore; Jean-Jacques M'U, editore; Gilles Perrault, scrittore; Serge Quadruppani, scrittore e traduttore; Nathalie Quintane, scrittrice; Patrick Raynal, scrittore, ex direttore della Série Noire; Vincent Ruyschaert, termotecnico; Elisa Santanela, docente di studi italiani; Alessandro Stella, direttore di ricerca al CNRS; Charles Tatum Jr, traduttore, editore; Rémi Toulouze, editore; Patricia Tutoy, sociologa; Fred Vargas, scrittrice; Jo Vargas, pittrice; Gilbert Oscaby, pensionato...


►Per firmare

AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI CATANZARO

Oggetto: reclamo avverso il provvedimento in materia di censura, emesso in data 14 settembre a Cosenza e notificato all'interessato nella C.R. di  Rossano Calabro

Il sottoscritto Cesare Battisti, detenuto nella C.R. di Rossano Calabro, espone quanto segue : nel provvedimento di censura sopracitato appare tra l'altro: "l'appartenenza al gruppo eversivo armato PAC e una fitta attività epistolare di chiara connotazione eversiva”.

Fa notare, il "gruppo eversivo denominato PAC" si è estinto nel lontano 1979 e tutti gli antichi membri sono oggi in libertà.  Quanto alla supposta attività epistolare di cui sopra, ammettendone l'esistenza, questa non potrebbe essere a conoscenza di questa autorità giacché il sottoscritto non è mai stato finora al sottoposto a legale censura; se invece per corrispondenza si intendono gli articoli di contenuto giuridico e socio-culturale scritti dal sottoscritto,  legalmente resi pubblici da altrettanti legali mezzi di comunicazione - notasi allora l'assurdo della censura - chiedo in questo caso che gli stessi articoli siano analizzati da Autorità Competenti affiché siano stabilite possibili ipotesi di reato.

Riservo alla difesa l'aggiunta di eventuali precisazioni riguardo a questo reclamo.

Per quanto  sopra esposto, chiedo l'annullamento del provvedimento di censura in oggetto: SIUS 2020/5 86.

Con osservanza

Rossano Calabro 15 settembre 2020

Cesare Battisti

 

Un messaggio di Cesare Battisti del 29 settembre 2020

Oltre ad essere spiccatamente punitivo sotto tutti gli aspetti, il mio trasferimento equivale ad una condanna all’isolamento ininterrotto con il rischio di finire in un reparto ISIS. Mi è stato proibito un computer e materiale didattico, mi è stata applicata censura allegando fantasie eversive, con lo scopo chiaro di impedirmi di interagire con le istanze culturali e mediatiche. E’ evidente come le mie dichiarazioni sull’operato unicamente punitivo nelle prigioni abbiano incomodato certe autorità i cui interessi non coincidono con il rispetto della legge e con i principi di una democrazia sana. A causa dell’inasprimento del mio regime detentivo i miei contatti con l’esterno sono diventati incerti e manipolabili. Ammettendo le mie responsabilità pubblicamente e legalmente ho accettato il patto sociale. In cambio ho però avuto la vendetta dello stato. Anche se dovessero ridurmi al silenzio, compagni e amici, qui e altrove, sapranno adoperarsi come hanno sempre fatto pubblicamente…

Un abbraccio a tutti. Cesare

 

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://lundi.am/Cesare-Battisti-nous-persistons
Publication date of original article: 14/09/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=29616

 

Tags: Cesare BattistiPrigionieri politici Vendetta di StatoItalietta
 

 
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