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 20/04/2021 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
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 UNIVERSAL ISSUES 
UNIVERSAL ISSUES / Coronavirus: se li conosci, li inviti?
Date of publication at Tlaxcala: 11/04/2020
Translations available: Français 

Coronavirus: se li conosci, li inviti?

Leopoldo Salmaso

 

Da 3,7 miliardi di anni la vita sul pianeta Terra è un “connettoma” grazie soprattutto all’ “internet virale”

 
L'internet virale mantiene il consenso informato ad ogni livello della vita sulla Terra

Quando si osservano coincidenze molto strette fra fenomeni, un errore assai comune consiste nel dedurne una relazione di causa ed effetto. Purtroppo, questo errore si ripete quotidianamente nei media: quasi tutti parlano di “morti da o per Covid19” invece che di “morti con Covid19”. Eppure, l'ISS, avendo esaminato le prime 11021 cartelle cliniche, comunica che 1071 di quelle persone (97,2%) morirono con una o più altre malattie rilevanti, tali da relegare a un ruolo marginale la positività del test per SARS-CoV-2.

Ma non basta: prima di poter ragionevolmente ritenere che il virus SARS-CoV-2 sia la “causa” della morte delle rimanenti 31 persone restano molte altre cose da approfondire.

Partiamo dai postulati di Henle-Koch (1840), ancor oggi criterio fondamentale per stabilire se un agente microbico X sia la causa di una determinata malattia M: 1) il microbo X deve essere sempre associato alla malattia M; 2) il microbo X si deve poter isolare in coltura pura dai tessuti malati; 3) se inoculato in un animale recettivo, il microbo X deve riprodurre la malattia M; 4) il microbo X si deve poter isolare nuovamente dal secondo animale.

Quei criteri si sono dovuti adattare alle nuove conoscenze: soprattutto all'evidenza che, nella maggior parte delle infezioni microbiche, prevalgono i portatori sani, tranne poche eccezioni come la Rabbia, l'AIDS, la Malaria da Plasmodium falciparum nei bambini o anche in adulti non assuefatti.
Per gli altri “parassiti” non solo prevalgono i portatori sani o paucisintomatici, ma si impone anche una serie di considerazioni più generali, strettamente legate alla co-evoluzione della vita sulla Terra, che ho trattato in un recente articolo2.


Per sintetizzare: i virus coi loro precursori (i plasmidi dei batteri) sono presenti sulla Terra da 3,7 miliardi di anni. I virus non sono esseri viventi, ma “messaggi in codice genetico” che trasferiscono informazione fra ogni tipo di cellula vivente (batteri, funghi, protozoi, organismi multicellulari, organismi “superiori” fino alle piante sessuate, ai mammiferi, all'uomo). Negli organismi superiori i virus trasferiscono informazione preferibilmente su “organi bersaglio”, essendo il messaggio virale di solito emesso dai corrispettivi organi di altri individui. I virus sono diffusissimi in ogni ambiente esterno, e ancor più all'interno di ogni essere. L'organismo umano è composto da circa 100 mila miliardi di cellule proprie (self). Lo stesso organismo è costituito da non meno di 10 batteri e 100 virus per ogni cellula self.


Purtroppo la maggior parte dei ricercatori occidentali (le cui indagini sono finanziate quasi solo se compatibili col dogma meccanicistico-deterministico, con inesorabili ripercussioni sulla carriera) si occupa dell'8% del DNA collegabile con i caratteri fisici visibili e misurabili, e disdegna l'altro 92% al punto da chiamarlo “DNA spazzatura”.


Nell'ambito della scienza si sta facendo strada una branca della Genetica, l'Epigenetica, che studia come da un patrimonio genetico (genotipo) identico si sviluppino caratteristiche visibili (fenotipi) differenti, fatto questo assai evidente nei gemelli omozigoti. Ancor più eclatante è il fatto che una singola cellula fecondata si divide fino a generare miliardi di cellule che contengono tutte lo stesso identico DNA  ma che si differenziano andando a costituire organi (fegato, polmone, rene, etc.) e sistemi (scheletrico, sanguigno, cerebrale, etc.) assai differenti, ma tutti coordinati in una entità psicosomatica unica e irripetibile.

Purtroppo, anche gli epigenetisti ci sanno dire tantissimo sul COME si svolge l'epigenesi, ma si interrogano pochissimo (e, se lo fanno, si guardano bene dal rivelarlo) sul COME MAI.

COME: i geni del DNA vengono re-pressi o es-pressi tramite reazioni biochimiche di metilazione o acetilazione; il fenotipo è influenzato da fattori ambientali come i ritmi circadiani, la dieta, etc., etc. Molti studiosi riconoscono che, fra i fattori ambientali che influenzano la condizione di salute/malattia vanno incluse anche le emozioni, data l'evidenza scientifica che ansia, calma, paura, fiducia, odio, amore, etc. attivano in maniera assai differente il nostro sistema neuro-vegetativo, bioumorale, ormonale, immunitario. I più temerari si spingono a ipotizzare che anche il DNA “spazzatura” giochi un qualche ruolo nello sviluppo del fenotipo o, meglio, dell'epigenoma.

COME MAI: già questa domanda puzza di eresia, puzza di finalismo, assomiglia ai “perché” dei filosofi, ergo è vietato porla nei corsi universitari, sempre più ridotti a riti dello scientismo. Ma una scienza senza perché è pura tecnologia: roba che ormai computer e robot sanno fare senza di noi e meglio di noi. Allora sarà opportuno arricchire il campo della Scienza con sani interrogativi, ad esempio:
- Come mai l'embrione umano, nel suo sviluppo intrauterino ripercorre le grandi tappe evolutive passando da uno stadio di “ameba” a uno di “verme”, di “pesce” e di mammifero? Il cosiddetto DNA “spazzatura” è un “archivio” che custodisce la memoria della co-evoluzione della vita sulla Terra?

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Embrione umano a un mese dalla fecondazione, con le fessure branchiali dello stadio evolutivo “pesce”: il cosiddetto DNA “spazzatura” è un “archivio” che custodisce la memoria della co-evoluzione della vita sulla Terra.

- Come mai i mitocondri di ogni cellula umana, le ciglia dell'albero respiratorio, i flagelli del tubo digerente, i coni e i bastoncelli della retina oculare (e tanto altro) hanno composizione biochimica e ultrastruttura identica a quella dei corrispondenti batteri3?

- Come mai il mio “self” è composto per più del 99,9% di batteri e virus? Un “self puro”, non “infettato” da batteri e virus, potrebbe mai esistere?

- Come mai, se i batteri sono ubiquitari da 3,7 miliardi di anni, e i virus sono ancor più ubiquitari visto che “infettano” tutto e tutti, batteri compresi, come mai la Vita non è “morta di malattia infettiva”?

- Come mai, anche nelle infezioni con esiti micidiali come peste, colera, vaiolo, tifo, etc. la condizione prevalente è quella di portatore sano o paucisintomatico, mentre la malattia grave e/o mortale non colpisce più di un terzo delle persone infettate?

- Come mai nessuno “scienziato ufficiale” ha ancora coniato l'espressione “internet virale”, se è vero com'è vero che i virus sono messaggi in codice genetico che ogni cellula vivente emette e riceve, in continuazione, con evidente beneficio co-evolutivo per ciascuna e tutte le specie viventi?

- Come mai i virus vengono inesorabilmente associati a malattia (latino: virus = veleno), mentre la funzione dell'internet virale, con ogni evidenza, è quella di “mantenere il consenso informato” ad ogni livello della Vita sulla Terra? E' forse anti-scientifico asserire che ogni fenotipo è non solo un epigenoma, ma è anche un “connettoma”, strettamente connesso al Tutto tramite l'internet virale?

- Come mai si parla di retrovirus solo per incolparli dell'AIDS, e non si dice mai che senza retrovirus non ci sarebbero i mammiferi4 (anzi, ogni specie completamente sessuata)?

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AIDS:   SE LA CONOSCI LA EVITI!
RETRIVIRUS:   SE LI CONOSCI LI INVITI?
Come mai si parla di retrovirus solo per incolparli dell'AIDS, e non si dice che, senza retrovirus, non ci sarebbero sulla Terra  i mammiferi (anzi, ogni specie completamente sessuata)?

Infine, ammesso e solo parzialmente concesso che SARS-CoV-2 sia una di quelle eccezioni (malattia) che conferma la regola (co-evoluzione pacifica):

- Come mai nessuno si chiede quale vantaggio co-evolutivo portino i coronavirus agli animali, uomo compreso, visto che la selezione naturale li premia da miliardi di anni? In letteratura non si trova neanche un timido accenno a domande simili. Io comincerei con un'ipotesi minimale: i coronavirus, provocando un'infiammazione leggera e limitata alle prime vie aeree (in prevalenza nella stagione invernale), stimolano le difese locali atte a combattere ogni tipo di corpo estraneo, vivente o meno, e ad espellerlo con gli starnuti: con ciò stesso ci proteggono contro malanni più gravi...

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COVID-19:   SE LA CONOSCI LA EVITI!
CORONAVIRUS:   SE LI CONOSCI LI INVITI?
Come mai nessuno si chiede quale vantaggio co-evolutivo portino i coronavirus agli animali, uomo compreso, visto che la selezione naturale li premia da miliardi di anni?







Courtesy of Tlaxcala
Publication date of original article: 11/04/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=28611

 

Tags: Internet viraleCoronavirusDNAVirologia
 

 
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