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 14/11/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 CULTURE & COMMUNICATION 
CULTURE & COMMUNICATION / Tlaxcala si apre alla lingua amazigh (berbero)
Date of publication at Tlaxcala: 02/12/2010
Original: Tlaxcala s tmaziɣt
Translations available: Français  Español  Deutsch  English  Esperanto  عربي  Português/Galego 

Afus deg ufus, taâkemt ad tifsus
Tlaxcala si apre alla lingua amazigh (berbero)

Omar Mouffok عمر موفق

Translated by  Alba Canelli
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

L'amazigh o berbero, che la maggior parte dei suoi locutori chiamano tamazight, è la lingua originaria dei popoli imazighen del Nord Africa.Questa lingua, parlata in regioni diverse, dalle oasi di Siwa (ad ovest dell' Egitto) all'Oceano Atlantico, il Marocco e la Mauritania, attraverso la Libia, la Tunisia e le regioni montuose o desertiche dell'Algeria, Niger e Mali, con un dialetto particolare in ogni regione, rimane la lingua madre di circa 20-30 milioni di persone. È anche il linguaggio ancestrale della maggior parte degli abitanti del Nordafrica comprese le Isole Canarie, ma con il processo di arabizzazione che si è accelerato durante l'ultimo millennio e la colonizzazione spagnola di queste ultime, l'amazigh ha perso gran parte del suo territorio storico.

 

Il Tamazight appartiene alla  grande famiglia delle lingue afroasiatiche tra le quali si trovano anche lingue semitiche (arabo, ebraico, aramaico, lingue etiope, ecc.), l'antico egiziano e il copto, lo hausa e il somalo. E' una delle rare lingue africane che ha il suo proprio alfabeto, il tifinagh, utilizzato dal VI secolo a.C., così come testimoniano le incisioni scolpite nella pietra in centinaia di luoghi, dalla Libia al Marocco, attraverso la Tunisia e l'Algeria. Questo alfabeto è ancora in uso tra i Tuareg del Sahara e viene insegnato in forma più aggiornata e standardizzata nelle scuole marocchine. Gli Imazighen lo considerano oggi come il simbolo della loro lingua e dell' antichità della loro cultura.
 


L' amazigh era la più antica lingua parlata nel Nordafrica, ma dopo la conquista musulmana del VII secolo a.C. e soprattutto con l'arrivo delle tribù arabe nomadi dei Banu Hilal e Banu Sulaym e dal secolo XI d.C., molti Imazighen abbandonarono la loro lingua e adottarono l'arabo. Per secoli, ha perso gran parte del suo territorio e, oggi, anche se si parla in molti luoghi, si può dire che si tratta di isolotti dove sopravvive in modo più o meno precario.
 
http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_1735.jpg
 
I dialetti amazigh sono quasi altrettanto numerosi come le regioni dove ancora si parla. Tuttavia, nonostante le distanze geografiche a volte importanti che separano i dialetti tra di loro, l'isolamento di alcuni di essi e il fatto che la lingua franca è quasi sempre l'arabo, fa si che la comprensione tra di essi a volte risulti difficile.
 
E' dagli anni quaranta del secolo scorso, che i locutori dell' amazight cominciarono a prendere una reale coscienza della necessità di una rivitalizzazione della loro lingua, cultura e identità. I primi nazionalisti algerini, seguendo l'esempio di Ait Idir Amrane, composero e scrissero in amazight inni e canti patriottici in favore dell'indipendenza algerina. Negli anni sessanta, Mouloud Mammeri ha scritto e pubblicato il "Tajerrunt" prima grammatica amazigh (dei Cabili, popolo di etnia berbera delle montagne della Cabilia nel nord-est dell'Algeria), scritto interamente in lingua amazight. Inoltre, accompagnò al suo lavoro un breve glossario dei neologismi amazigh. Negli anni Settanta, Mammeri, insieme ad alcuni dei suoi studenti ha compilato un lessico moderno di amazigh, nel quale ha aggiunto centinaia di neologismi necessari per lo sviluppo e la modernizzazione della lingua. Allo stesso tempo, le popolazioni Imazighen provenienti da varie regioni, soprattutto la Cabilia, hanno cominciato a rivendicare il diritto della lingua amazigh ad un riconoscimento ufficiale.
http://www.tlaxcala-int.org/upload/gal_1736.jpg
Gli eventi di aprile del 1980 in Cabilia (la "primavera berbera"), durante i quali la polizia algerina attaccò gli studenti, dopo il divieto di una conferenza sulla poesia cabila antica, furono il fattore scatenante di una lotta più ampia per il riconoscimento dell' amazight. Da quel momento, ci sono stati innumerevoli marce e manifestazioni, sia in Algeria che in Marocco, per rivendicare la riabilitazione della lingua e della cultura amazigh. Nel 1994-1995, quasi tutte le scuole in Cabilia boicottarono l'anno scolastico e i bambini cabili persero l'anno, tutti per chiedere allo Stato algerino di introdurre l'insegnamento dell' amazigh nelle scuole così come l'arabo o il francese.
 
Lo Stato algerino finì per accettare l'introduzione di questa lingua nella scuola e creaò un Alto Commissariato per l' Amazighità, istituzione che si occupa della cultura amazigh. Allo stesso tempo, in Marocco il movimento militante per la rivendicazione della lingua amazigh cresceva e diventava più forte. Nel 2001, lo Stato marocchino creò l'Istituto Reale di Cultura Amazigh (IRCAM) e nel 2002, dopo un periodo turbolento in Cabilia e in alcune aree dell’ Aurès (vasto territorio montuoso dell'Algeria popolato dai Chaoui, un' etnia berbera), l' amazigh è stato riconosciuto come lingua nazionale in Algeria.
 
Tuttavia, nonostante questo riconoscimento ufficiale in Algeria e di un inizio di riconoscimento in Marocco, l'insegnamento dell' amazigh rimane insufficiente: il numero di scuole in cui s' insegna è marginale e la qualità dell'insegnamento è spesso mediocre, tanto in Marocco quanto in Algeria. L'uso dell' Amazigh alla radio e alla televisione nazionale in entrambi i paesi è secondario. Nel 2009, il Marocco e l'Algeria hanno avviato canali televisivi nazionali in Amazigh, ma la programmazione rimane povera in confronto alla lingua araba e francese (assenza di cartoni animati o edizioni per bambini in Amazigh, ecc.) i loro tempi di trasmissione sono molto limitati. In Tunisia e in Libia, la lingua Amazigh continua ad essere un tabù, non gode di uno status ufficiale nè di un minimo riconoscimento, in quanto non è utilizzata dai mezzi di comunicazione nazionali. In Mali e Niger, malgrado il riconoscimento ufficiale come lingua nazionale dei Tuareg da decenni, insieme ad altre lingue africane, rimane emarginata e il suo insegnamento è quasi inesistente.
 
La lingua amazigh è ancora in gran parte orale, conta su poche pubblicazioni e la maggior parte dei suoi locutori, compresi gli intellettuali, non scrivono o leggono la lingua, perché utilizzano l'arabo o il francese per tali funzioni.
 
Pertanto, nonostante l'elevato numero di berberi in alcuni paesi (oltre il 30% in Marocco e più del 20% in Algeria), l' amazigh continua ad essere minoritario e vulnerabile. Anche se la maggior parte delle persone non se ne rende conto, compresi gli intellettuali e i linguisti, se continua così l' amazigh sarà presto una delle lingue in via di estinzione. Senza un' insegnamento adeguato e generalizzato la lingua amazigh corre il  rischio di non essere appresa dai bambini nordafricani in particolare quelli di genitori berberi, il che accelererebbe la sua sparizione.
 

Segnalazione bilingue all'ingresso di Kidal (Mali): a sinistra Kidal è scritto in caratteri tifinagh.
 

 
Il relativo isolamento culturale che prima gli ha permesso di sopravvivere e che è servito affinchè i vari dialetti si mantenessero in vita fino ad oggi, sta volgendo al termine. Le autostrade passano ovunque e le città situate vicino a catene montuose o deserti, crescono si sviluppano e attraggono sia le popolazioni rurali che i forestieri  (che spesso non parlano la lingua autoctona) ed è ben risaputo che in Nordafrica, la "lingua delle città" non è mai stata l’amazigh, ma l'arabo.
 
Inoltre, nel corso degli ultimi due secoli, l'amazigh è scomparso da diverse regioni dell'Algeria dove era già molto vulnerabile, perché si parlava solo in rari villaggi amazigh situati tra altri arabizzati. E il processo continua e minaccia di indebolire ancora di più importanti dialetti (il cabilo e lo chaoui in Algeria, e il tarifit (rifano) e tamazight nel Marocco centrale, il tachelhit (chleuh) del Marocco meridionale e il tuareg nel Sahara). Questa è la ragione principale per cui gli Imazghen devono essere consapevoli della minaccia che incombe sulla propria lingua.
 


Su una strada all'entrata di Isser (Cabilia), questo segnale dà il
 benvenuto in tre lingue: arabo, cabilo scritto in tifinagh e francese.

 
Oggi, che molte lingue sono minacciate dall' estinzione, secondo l'UNESCO, ogni due settimane una lingua scompare dal mondo, gli amazighofoni dovrebbero fare uno sforzo per preservarla e promuoverla in primo luogo parlandola, ma anche e soprattutto scrivendola e leggendola.

Esempi di iscrizioni amazigh, con la sua corrispondente trascrizione in arabo, nell' oasi di Boussemghoun, a 90 km da Ain Sefra, nel sud-ovest dell'Algeria:

 

 Entrata del Cafè del Kasr: Il edh Kahouwa lataï (caffè e tè in tamazight)

 



 Ouffough - Khourouj (Uscita)

 

T'madalt nath Tebboun: «Piazzetta dei Tebbboun»
(i Tebboun sono una grande famiglia di Boussemghoun)


Tazaqa Tamallalt: La camera bianca della Zaouia

 

La lingua amazight in Tlaxcala: come e perché 

Tlaxcala, la rete di traduttori volontari che si battono per la diversità linguistica nel mondo, crea oggi una sezione in lingua amazigh sul suo nuovo sito web (http://www.tlaxcala-int.org ), inaugurato il 14 luglio 2010. Il primo sito (http://www.tlaxcala.es), con un formato diverso, è stato creato il 21 febbraio 2006 (il motivo della scelta di questa data specifica è stato il fatto che nel 1999, la giornata del 21 febbraio è stata dichiarata Giornata Internazionale della Lingua Madre dall'UNESCO, lo stesso 21 febbraio del 1952, cinque studenti di Dacca hanno dato la loro vita affinchè la lingua bengalese fosse nominata lingua ufficiale in quello che era allora il Pakistan orientale e che, dopo la Guerra di liberazione, è diventato il Bangladesh). Da allora Tlaxcala ha pubblicato più di 10.000 articoli scritti da oltre 1000 autori e tradotti in oltre tredici lingue in tutto il mondo. I membri di Tlaxcala, che lavorando in modo cooperativo, vogliono estendere le attività del gruppo al maggior numero di lingue possibili, al fine di contribuire sia alla conservazione di quelle che sono minacciate, che alla diversità linguistica dell'umanità.
 
Il nuovo sito di Tlaxcala ha più funzioni rispetto al predecessore e il suo utilizzo è molto più semplice. Nella sezione di tamazight si troveranno traduzioni di articoli di questa lingua i cui argomenti variano dalla Palestina e Israele all' Afghanistan e Pakistan, attraverso gli Stati Uniti e l'Honduras, Filippine e altri temi di attualità.
 
Noi, gli Imazghen, abbiamo una lingua che ha bisogno di essere parlata e scritta. Scrivere nella nostra lingua non significa solo scrivere proverbi, racconti e poesie,  anche se bisogna rendere omaggio a tutti quei generi letterari che sono riusciti a preservarla nel corso dei secoli, ma anche articoli di analisi e di  ricerca, scrittura e traduzione di opere di diversi temi e in particolare, quelli più moderni e attuali. Si tratta di conquistare colla nostra lingua nuovi territori di conoscenza in modo che questi facciano del tamazight un mezzo moderno di comunicazione che possa rispondere alle esigenze contemporanee dei suoi locutori. C'è una cosa che sembra indispensabile: non dobbiamo confinare la nostra lingua unicamente all'espressione orale o alla letteratura popolare e tradizionale, ma aprirla alle riflessioni attuali. L'iniziativa di Tlaxcala ci offre un'opportunità unica di preservare e promuovere la nostra lingua.
 
Per questo, lanciamo qui un appello a tutti coloro che sognano di promuovere la lingua amazigh per contribuire alla sua scrittura e diffusione su internet, traducendo articoli pubblicati in Tlaxcala e diffondendo questo messaggio.
 
Come dice uno dei nostri proverbi, Afus deg ufus, taâkemt ad tifsus: "se tutti andiamo mano nella mano il carico sarà meno pesante".
 
Infine, un dettaglio importante: regna in Tlaxcala un accordo totale sulla concezione della lingua come strumento di comunicazione universale e di apertura, non come il ripiego su se stesso o come ghetto. Spesso le lingue sono muri e noi invece vogliamo che siano ponti. Applicato all'amazight questa concezione progressista implica che dobbiamo realizzare un lavoro di fondo e d'innovazione lessicale, al fine di stabilire un panamazight, un lingua scritta che sia comprensibile per la maggior parte degli amazighofoni nel mondo. Questo lavoro avrà bisogno della collaborazione di tutte le persone competenti in materia, a cui facciamo appello affinchè partecipino a questa necessaria avventura.

Per contattarci, scrivete a: amastan08 [at] yahoo [dot] com
 

Leggi il MANIFESTO DI TLAXCALA in tamazight ...
 
 

 

Questo segnale di STOP in arabo e berbero fu messo a Nador (Marocco), il 29 aprile 2003... e quella stessa notte scomparve.

 





Courtesy of Tlaxcala
Publication date of original article: 29/11/2010
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=2784

 

Tags: TamazightAmazighBerberoNordafricaLingue
 

 
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