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 16/01/2021 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / "Gli invasori uccidono le nostre vite e versano il sangue della nostra foresta"
Dichiarazione degli indigeni Munduruku dell'Amazzonia
Date of publication at Tlaxcala: 31/08/2019
Original: Os invasores estão matando a nossa vida e derramando a sangue da nossa floresta
Comunicado dos Munduruku

Translations available: Deutsch  Français 

"Gli invasori uccidono le nostre vite e versano il sangue della nostra foresta"
Dichiarazione degli indigeni Munduruku dell'Amazzonia

Associação Indígena Pariri - Munduruku, Médio Tapajós

Translated by  Alba Canelli

 

Perseguiamo l'auto-demarcazione e la difesa del nostro territorio

I Munduruku hanno posto cartelli in punti strategici del loro territorio che indicano che è protetto. Foto Bárbara Dias/Cimi Norte 2

Noi, il popolo Munduruku del Medio e Alto Tapajós, continuiamo l'auto-demarcazione del nostro territorio di Daje Kapapap Eipi, noto come Terra autoctona Sawre Muybu. Abbiamo percorso più di 100 km a piedi nel nostro territorio, su terreni che hanno già beneficiato del rapporto di identificazione e delimitazione circostanziale nel Giornale ufficiale dell'aprile 2016.
 
Organizzati in 5 gruppi - Pusuru Kao, Pukorao Pik Pik Pik, Waremucu Pak, Surup Surup et la guerriera Wakoborun - continuiamo a difendere il nostro territorio sacro. La nostra resistenza è sempre stata così. Dato che i nostri antenati hanno sempre vinto le battaglie e non sono mai stati colpiti dalle frecce dei loro nemici, continuiamo anche a ripulire le nostre vette, ispezionare, formare gruppi di autodifesa e aprire nuovi villaggi, come Karoebak sul fiume Jamanxim.
 
Durante questa quinta fase di auto-demarcazione e recupero, abbiamo trovato nuovi diradamenti e diverse tracce di taglialegna e collezionisti di cuori di palme sulle nostre terre. Abbiamo espulso due gruppi di taglialegna che hanno invaso il nostro territorio. Siamo molto arrabbiati di vedere i nostri alberi abbattuti e i nostri castagni trasformati in tronchi sulla piattaforma di un camion. E sappiamo che quando toglieranno la legna, vorranno trasformare la nostra terra in un grande pascolo per l'allevamento del bestiame.
 
Quindi abbiamo dato agli invasori 3 giorni per rimuovere tutta la loro attrezzatura. Eravamo armati delle nostre canzoni, dei nostri dipinti, delle nostre frecce e della saggezza dei nostri antenati. E con molta pressione, hanno trascorso l'intera mattinata a rimuovere 11 macchine pesanti, 2 camion, 1 quad, 1 zattera e 8 motocicli. Tutti senza targa.
 

 I nativi e i residenti sono andati alle estremità del territorio per pulire i punti di demarcazione. Foto: Mariana Pontes / Cimi Norte 2

Sulla via del ritorno, abbiamo camminato per 26 km guardando gli alberi abbattuti che i boscaioli hanno lasciato sul nostro territorio e bevendo l'acqua sporca del fiume Jamanxim, inquinata dalla ricerca dell'oro. Da soli, siamo riusciti ad espellere i taglialegna, cosa che neanche l’ICMBIO, l’IBAMA et le FUNAI* sono riusciti a fare. E sappiamo che all'interno della Foresta Nazionale di Itaituba II c'è una pista d'atterraggio.
 
Gli invasori stanno uccidendo le nostre vite e versando il sangue della nostra foresta. Le nostre vite sono in pericolo. Ma per questo motivo, continueremo a mostrare la nostra resistenza e la nostra autonomia. Siamo in grado di prenderci cura del nostro territorio e di proteggerlo per i nostri figli e le generazioni future. Nessuno ci spaventerà e nessuno ci fermerà perché siamo noi i responsabili della nostra casa che è il nostro territorio. Siamo qui per difendere ciò che è nostro e no dei pariwat (non indigeno). Per questo motivo continueremo sempre a lottare per la delimitazione dei nostri territori. Non ci schiacceranno mai. Non negozieremo mai ciò che è sacro.  Sarà necessario che altri membri della famiglia muoiano, come è accaduto con il capo Wajãpi, perché gli organi competenti decidano di agire?
 
*NdT
 
IMCBio (Instituto Chico Mendes de Conservação da Biodiversidade, Instituto Chico Mendes per la conservazione della biodiversità) è un'organizzazione semi-pubblica che, insieme a l'Ibama (Instituto Brasileiro do Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis, Istituto brasiliano per l'ambiente e le risorse rinnovabili), affronta le questioni di conservazione della natura in Brasile. Sono sotto la responsabilità del Ministero dell'Ambiente.
 
La Funai (Fundação Nacional do Índio) è l'autorità nazionale responsabile per le popolazioni indigene, in particolare per la delimitazione e la regolamentazione dei territori indigeni. Bolsonaro ha ordinato il trasferimento di questi poteri al Ministero dell'Agricoltura, che ha portato ad una bronca giudiziaria e parlamentare (leggi qui).
 




Courtesy of Tlaxcala
Source: https://bit.ly/2ZxQxTw
Publication date of original article: 29/07/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=26871

 

Tags: BrasileAbya YalaJair BolsonaroAmbienteAmazzoniaBolsonaziCapitalismoindigeni Munduruku
 

 
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