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 20/09/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EDITORIALS & OP-EDS 
EDITORIALS & OP-EDS / Julian Assange ha ragione, è la libertà di stampa ad essere in gioco nella sua storia
Date of publication at Tlaxcala: 03/06/2019
Original: Julian Assange a raison, c’est la liberté de la presse qui est en jeu dans son histoire
Translations available: Español 

Julian Assange ha ragione, è la libertà di stampa ad essere in gioco nella sua storia

Various Authors - Autores varios - Auteurs divers- AAVV-d.a.

Translated by  Silvana Fioresi
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

"Carta bianca" pubblicata dal quotidiano belga Le Soir il 30 maggio

Dei partigiani di Julian Assange manifestavano giovedi 30 maggio davanti al tribunale di Westminster, che doveva esaminare la richiesta d’estradizione degli USA. In ragione del cattivo stato di salute di Assange, l’udienza è stata riportata alla settimana del 12 giugno. Photo AFP.

Julian Assange è stato arrestato dalla polizia britannica l’11 aprile 2019, all’ambasciata dell’Ecuador dov’era rifugiato da ben 7 anni, dopo il ritiro dell’asilo politico da parte del Presidente Moreno, un arresto in violazione della convenzione di Ginevra e delle leggi riguardanti l’asilo.

In seguito al suo arresto, Julian Assange è stato condannato a 50 settimane di prigione per non aver rispettato i termini della libertà condizionale nel 2012. L’ONU, che in questi ultimi anni aveva già affermato che Julian Assange si trovava rinchiuso in maniera illegale e arbitraria in ragione della promessa di arresto delle autorità britanniche, si dice oggi «profondamente preoccupata » per questa decisione della giustizia britannica, considerandola « disproporzionata ».

Dietro questo arresto pesa una minaccia inquietante, quella della richiesta di estradizione del governo americano. Dissimulandosi dietro un’accusa di «pirataggio informatico » per motivare l’estradizione di Julian Assange, gli Americani avevano evitato finora di rivelarne le vere ragioni.

Accusano principalmente Julian Assange di aver aiutato l’ex-analista Chelsea Manning ad accedere a dei documenti classificati difesa nazionale che testimoniavano i crimini di Stato degli Stati Uniti durante le guerre d’Afghanistan e dell’Iraq. Informazioni che all’epoca erano state pubblicate e utilizzate dai più grandi media al mondo: New-York Times, Washington Post, Le Monde, El País, The Guardian

Tuttavia, da sempre, Julian Assange, come anche coloro che seguono da vicino la sua situazione e lo sostengono, pensava che questa accusa fosse solo un pretesto per dissimulare altre accuse molto più gravi. Che arrivano proprio ora! Con 17 nuovi capi d‘accusa tra cui quello di spionaggio, Julian Assange ora rischia più di un secolo di prigione. Proprio ora che si è appena aggiunta anche una domanda di estradizione da parte della Svezia, che non si era mai mostrata opposta all’estradizione di Julian Assange dal suo territorio verso gli Stati Uniti.

Seguendo la maniera con cui gli Stati Uniti danno la caccia da anni ad Assange, sembra chiaro che lo scopo perseguito è di far tacere la voce di colui che ha permesso di fare luce sui numerosi scandali maggiori di corruzione, di violazione dei diritti fondamentali, di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità. E si tratta di fare, attraverso il caso di Assange, una dimostrazione di forza per mettere a tacere ogni velleità di portare trasparenza sugli apparati politici, economici e amministrativi, ed identificare le zone anti democratiche.

Ciò che ci mobilizza intorno a Julian Assange sorpassa di gran lunga i punti di vista e le immagini utilizzate per glorificare, squalificare o decifrare la sua personalità. Attraverso di lui, reclamiamo con forza il nostro diritto ad essere informati sui punti ciechi, sulle caselle segrete del potere e sulle decisioni sottratte alle nostre deliberazioni democratiche.

Quello che ci anima più che mai è la difesa di diritti e delle libertà fondamentali che rappresenta Assange: il diritto alla libertà d’informazione, il diritto alla libertà di opinione, il diritto di pubblicazione e la promozione del diritto alla verità.

Noi sosteniamo Julian Assange, chiediamo che tutto sia politicamente intrapreso per impedire la sua estradizione.

Noi sosteniamo il lavoro eccezionale di WikiLeaks che persegue nonostante le incessanti pressioni.

Noi sosteniamo i lanciatori di allerte, reclamiamo che siano accolti e protetti.

@ComiteAssangeBelgium

Appuntamento lunedi 3 giugno, alle 17h, davanti all’ambasciata svedese, 3 rue du Luxembourg a Bruxelles, a due passi dal Trône. Manifestiamo il nostro rifiuto all’estradizione di Julian Assange

Per il Comitato Free Assange Belgio,

Valérie LALOUX e Marie France DEPREZ

Con il sostegno di : 

  1. Mateo ALALUF, Professore onorario ULB
  2. Jean-Marie DERMAGNE, avvocato, ex presidente dell’ordine degli avvocati, Membro della Lega dei diritti umani, Porta parola del sindacato degli avvocati per la democrazia
  3. Vincent ENGEL, scrittore
  4. Anne MORELLI, professoressa onoraria dell’ULB
  5. Pierre GALAND, ex senatore Belgio
  6. Olivier STEIN, avvocato, membro dello studio Progress Lawyers Network
  7. Farida AARRASS, comitato Free Ali
  8. Carla NAGELS, ricercatrice all’Università libera di Bruxelles
  9. Manuel ABRAMOWICZ, coordinatore del giornale investigativo RésistanceS.be
  10. Paul-Emile DUPRET, giurista, membro del Comitato per i Diritti Umani "Daniel GILLARD"
  11. Eric DAVID, Prof. Em. di diritto internazionale, Presidente del Centro di diritto internazionale dell’ULB
  12. Michel COLLON, giornalista, sito Investig'action
  13. Jean-Claude GAROT, redattore capo della cooperativa editoriale POUR.press
  14. Christian PANIER, ex giudice e insegnante
  15. Christine PAGNOULLE, Università di Liegi, ATTAC Liège, CADTM
  16. Serge Deruette, professore di scienze politiche presso l’UMONS
  17. Paulette PIERSON-MATHY, professore onorario ULB
  18. Claire DELSTANCHE, DIEM 25
  19. Emmanuel WATHELET, professore all’IHECS
  20. Jean FLINKER, responsabile di Attac-Bruxelles [1]
  21. Felipe VAN KEIRSBILCK, segretario generale CNE
  22. Jean-Claude ENGLEBERT, ex-consigliere municipale
  23. Christian SAVESTRE, Militante contro l'evasione fiscale.
  24. Pierre ROBERT, avvocato
  25. Alain ADRIAENS, porta parola del movimento politico degli obiettori di crescita
  26. Jean BRICMONT, professore onorario dell’UCL
  27. Walter BAUWENS, pensionato
  28. Rudi BARNET, animatore culturale
  29. Frans LEENS, Psicologo, Bruxelles
  30. Laïla GHOZZI, presidente della Casa del Popolo d'Europa
  31. Pietro EMILI, direttore della Casa del Popolo d'Europa
  32. Daniel FONTEYN, cittadino
  33. Michel STASZEWSKI, insegnante in pensione
  34. Valérie BRIXHE, cittadina
  35. Marie-Françoise CORDEMANS, ex-insegnante attiva in favore delle libertà fondamentali, membro del comitato Free Ali
  36. François BROUYAUX, pensionato della funzione pubblica
  37. Christine PIERARD, cittadina per la difesa dei diritti umani e la libertà di stampa
  38. Marc SOMVILLE. Animatore culturale
  39. Monique MUNTING, regista
  40. Olivier MALAY, dottorando in scienze economiche UCL
  41. Vladimir CALLER, giornalista
  42. Isabelle LOODTS, giornalista e regista
  43. Patricia VILLALON, cittadina, membro del comitato sorveglianza OTAN
  44. Marianne SAMRAY, insegnante in pensione
  45. Nicole VAN DAEL, insegnante in pensione
  46. Annie THONON, regista in pensione
  47. Michel CORDIER, editore
  48. AM GILSOUL, insegnante in pensione
  49. Christian PALMERO, cittadino
  50. Alexis MERLAUD, ricercatore
  51. Anne De Rudder, ricercatore scientifico
  52. Claire FREDERIC, cittadino
  53. Jean Christophe YU, regista
  54. André VERLAINE, Consigliere comunale
  55. Christine DECANTERE, cittadina
  56. Suzanne VELDEMAN, CNE
  57. Alain HERTAY, insegnante
  58. Francis LEBOUTTE, ingegnere civile, presidente dell'asbl Fine del nucleare
  59. Robert E.GOEDERTIER, fisico in pensione
  60. Marie-Anne SWARTENBROEKX, magistrato onorario
  61. Dragolioub Mirko POPOVITCH, Direttore pensionato del Centro culturale di Watermael-Boitsfort, regista di film e documentari TV
  62. Michel BROUYAUX, libraio in pensione
  63. Frans MAGGIO, militante internazionalista e attivista per la transizione
  64. Anne-Marie CLAMOT, insegnante in pensione
  65. Michel RENARD, Sindicalista Pensionato
  66. Michel MAJOROS, storico e insegnante
  67. Nordine SAIDI, militante decoloniale, membro di Bruxelles Panthères
  68. Mouhad REGHIF, porta parola di Bruxelles Panthères
  69. Nicole FLAMMANG, semplice cittadina convinta dei valori democratici
  70. Marguerite FERRY, giardiniera paesaggista
  71. Laurent DE SUTTER, scrittore editore professore
  72. André PARISSE, insegnante
  73. Anne De MUELENAERE, economista
  74. Nordine SAIDI, militante decoloniale, membro di Bruxelles Panthères
  75. Mouhad REGHIF, portavoce di Bruxelles Panthères
  76. Christian PANIER, ex giudice e insegnante
  77. André PARISSE, insegnante
  78. Gérard LAMBERT, economista pensionato
  79. Serge DERUETTE, professore di scienze politiche all'UMONS
  80. Mathieu BIETLOT, le Attrici e Attori del tempo presente
  81. Alice BOTQUIN, cittadina
  82. Michelle OUBION, nonna San-Gillese
  83. Daniel ZINK, laureato in filosofia
  84. Jean SEVERIN, cittadina
  85. Edith CREPELET, psichiatra
  86. Ludo De BRABANDER, portavoce Vrede vzw
  87. Martine CREVECOEUR, cittadina
  88. Michel DAELEWYN, pensionato
  89. Paul DELMOTTE, professore pensionato dell'IHECS

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://plus.lesoir.be/227911/article/2019-05-30/carte-blanche-julian-assange-raison-cest-la-liberte-de-la-presse-qui-est-en-jeu
Publication date of original article: 30/05/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=26180

 

Tags: Comitato Free Assange BelgioJulian AssangeWikiLeaksUSA-GB-SveziaLibertà di stampa
 

 
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