TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı

 09/04/2020 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 CULTURE & COMMUNICATION 
CULTURE & COMMUNICATION / Notre Dame delle Rovine
Date of publication at Tlaxcala: 27/04/2019
Original: Notre Dame de las Ruinas
Translations available: Français 

Notre Dame delle Rovine

Paul B. Preciado

Translated by  Silvana Fioresi

 

Non ricostruiamo la cattedrale. Onoriamo la foresta bruciata e la pietra annerita. Facciamo delle sue rovine un monumento punk, l’ultimo di un mondo che finisce e il primo di un altro mondo che comincia.

"E’ una navicella spaziale. Una tecnologia astronomica concepita per misurare la potenza della luce e dell’ombra. Una macchina architettonica fatta per volare e trasportare le nostre anime e i nostri sogni al di là della Terra”, mi aveva detto un giorno l’artista Alejandro Jodorowsky, parlando di Notre Dame. Guardando la cattedrale da dietro, Jodorowsky aveva paragonato i contrafforti ai bracci di una navicella che si dovrebbe un giorno aprire perché la nave s’innalzi verso il cielo. All’epoca avevo fatto fatica a capire la sua teoria. Ma, all’improvviso, eravamo là, con centinaia d’altre persone arroccate senza voce sul ponte dell’Arcivescovado, come se l’Isola Saint-Louis fosse divenuta Cap Canaveral, guardando la nave Notre Dame sollevata con le sue proprie travi in legno come combustibile e la sua freccia dematerializzata per diventare un tubo di propulsione attraverso il quale le ultime vestigia dell’anima umana erano proiettate nell’atmosfera esterna. Poco dopo il lancio, la guglia è crollata come un Challenger che sarebbe di nuovo caduto sulla terra 73 secondi dopo il decollo.
 

MACRON VUOLE RICOSTRUIRE NOTRE DAME IN 5 ANNI
2022, sono rieletto.  2024, inauguro le Olimpiadi con una messa a Notre Dame
Creseveur

Rapidamente, su tutti gli schermi, mille e una immagine differenti si sono susseguite, come se la cattedrale fosse in mutazione sotto l’effetto della fusione del piombo e del legno. Le due torri di Notre Dame si trasformarono in versione medievale delle torri gemelle e la cattedrale stessa apparve come un nuovo World Trade Center mariano. Si diceva che era la civiltà europea ad essere stata divorata dal fuoco. La crociata aveva raggiunto il cuore del regno. Le masse cristiane si sono inginocchiate per le strade di Parigi guardando i raggi rossi crescere davanti a loro come una trasfigurazione del corpo della Vergine. La madre di Cristo bruciò come i rovi avevano bruciato davanti a Mosè nel deserto per rinnovare la fede perduta dell’Europa. I beati twittavano con una mano e sgranavano il rosario con l’altra. Facebook esplodeva di like.

La scintilla che ha acceso il fuoco, dicevano, è venuta dal maggio 1968. Alcuni si inginocchiano e cantano: “Ave o Maria, piena di grazia”. Altri hanno detto, al contrario, che il fuoco era la punizione divina caduta sulla Chiesa per aver coperto le centinaia di migliaia di aggressioni sessuali lungo gli anni. Si diceva che Satana stesso, sotto forma di fiamma, stava scopando la madre Chiesa e che a lei piaceva. Si diceva che era la Vergine stessa, calda come una miccia, e stanca di essere violata dalla Chiesa, che bruciava dal desiderio di finirla con i suoi oppressori. Altri vedevano la caduta della guglia come un segno di critica del fallocentrismo ecclesiastico. Hanno affermato che la guglia era un vibratore ardente che si piantava nell’ano stesso della Chiesa. C’erano anche quelli che vedevano la Vergine in fiamme e i pompieri eiaculare sul suo corpo. I beati si facevano il segno della croce e dei selfies con la cattedrale nello sfondo. Certi, fotografando l’immagine della cattedrale in fuoco, ci hanno visto un chiarore denso identico a quello di un buco nero. Altri hanno detto che era l’occhio di Sauron [personaggio di Tolkien, ndt]. I più utopici pretendevano che Notre Dame aveva voluto mettersi, davanti al mondo, un gilet giallo incandescente. 

L'incendio non era ancora spento che, in mezzo ad una nuvola ardente di tweet, i poteri ecclesiastici e politici sono apparsi per commentare il barbecue in diretta. L’arcivescovo di Parigi ha affermato che quella che bruciava era la casa di tutti. Non sapevamo che era la casa di tutti, visto che ogni notte ci sono migliaia di senza tetto che dormono per la strada e i rifugiati sono continuamente espulsi dalla città. Pensavamo che era la casa dell’Opus Dei e del turismo. I rappresentanti politici si sono accordati a dire che la cattedrale è il luogo più visitato di Parigi. Il gioiello dell’industria turistica parigina si stava trasformando in scoria. E poi, come in una scena d’opera con un decoro in scala reale, la figura del capo dello Stato è apparsa, sollevato dall’inquietudine di dover parlare degli scarsi risultati del Gran Dibattito. È peccato che il presidente non sappia cantare bene come i fedeli, perché le sue parole sembravano un inno nazional-cattolico. Davanti ad una cattedrale ancora infiammata ha affermato, lo abbiamo sentito tutti: “La ricostruiremo”. Il fuoco era ancora così intenso sopra la sua testa che qualche capello avrebbe potuto bruciare. Prima dell’estinzione dell’incendio il capo dello Stato aveva già decretato la ricostruzione, annunciato un appello nazionale ai doni e un’esonerazione fiscale per i ricchi donatori.
 
L'incendio e la ricostruzione di Notre Dame furono le migliori misure politiche mai annunciate dal giovane re. La sua prima misura veramente convergente e nazionale. Non passò molto tempo prima che gli euro affluissero come schiavi di Cristo e soldati patriottici per rifare il corpo della madre: l’ultimo fuoco non era ancora spento che le casse dello Stato registravano già quasi 850 milioni di euro. Uno solo di questi doni sarebbe stato sufficiente per costruire un tetto sicuro per i senza tetto di Parigi o per costruire una città nella Giungla di Calais per accogliere i rifugiati. Uno solo di questi doni permetterebbe di fermare la strage nel Mediterraneo o di mettere un termine al salasso delle classi popolari. Ma no, è meglio, dice il presidente, ricostruire Notre Dame, se possibile fra 5 anni, come le Olimpiadi, e che gli artigiani locali non lo facciano, che un appello internazionale sia lanciato, che le corporazioni di architetti vengano e che facciano con gli euro un bel falò finanziario.
 
L’indomani la cattedrale, ancora fumante, si è risvegliata più bella che mai. La navata aperta, piena di ceneri, era un monumento iconoclasta della storia culturale dell’Occidente. Un’opera d’arte non è un’opera d’arte se non può’ essere distrutta e quindi desiderata, immaginata, fantasticata. Coloro che parlano di ricostruzione prima di spegnere il fuoco non possono aspettare un secondo per lamentarsi? Distruttori del pianeta e annientatori di vita, costruiamo sulle nostre proprie rovine ecologiche. Ecco perché abbiamo paura di vedere Notre Dame in rovina. Bisogna, contro il fronte dei restauratori, creare un fronte per difendere Notre Dame delle Rovine.
 
Non ricostruiamo Notre Dame. Onoriamo la foresta bruciata e la pietra annerita. Facciamo delle sue rovine un monumento punk, l’ultimo di un mondo che finisce e il primo di un altro mondo che comincia.
 
Notre Dame dei Ricchi, prega per noi. Notre Dame dello Stupro, prega per noi. Notre Dame dell’Antropocene, prega per noi. Notre Dame del Capitalismo, prega per noi. Notre Dame del Patriarcato, prega per noi. Notre Dame del Turismo, prega per noi. Notre Dame della Frode Fiscale, prega per noi. Notre Dame della Corruzione politica, prega per noi. Notre Dame dell’Estinzione Ecologica, prega per noi… 
 

Notre Dame è senza tetto. Anche noi!

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://elpais.com/elpais/2019/04/21/opinion/1555863321_213331.html
Publication date of original article: 22/04/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=25918

 

Tags: Notre DameFranciaCapitalismo
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.