TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı

 23/05/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / I Neutrali
Date of publication at Tlaxcala: 11/03/2019
Original: Los Neutrales

I Neutrali

Guillermo Cieza

Translated by  Daniela Trollio

 

Gli sfrontati hanno riconosciuto Guaidó. I prudenti si sono dichiarati "neutrali"

Nella mia città (in Argentina) c’era un parrucchiere socialista a cui permisero l’ingresso al Rotary Club come premio per aver appoggiato il golpe (contro Peròn) del ’55. Cioè i bombardamenti di giugno, le fucilazioni del ’56 e tutto il resto.
 
Quando avevo un po’ più di vent’anni e si sparava contro la dittatura, venni a sapere che c’era un Partito di sinistra che proponeva di appoggiare Videla perché non prendesse il potere il generale Lopez Aufranc. E dato che Videla non era poi tanto male perché vendeva carne e cereali all’URSS, membri di quel partito andarono in Europa per bloccare la “campagna antiargentina” promossa dagli esiliati e dai famigliari dei desaparecidos.
 
E, sempre in quell’epoca, mi informarono che alcuni peronisti, che dicevano di essere ortodossi, avevano dato una laurea Honoris Causa a Massera (l’ammiraglio genocida) all’Università del Salvador.
Loro non li lasciarono entrare al Rotary ma uno di essi finì per diventare Papa.
Nei fatti e nei racconti, la giustificazione era sempre che stavano in mezzo, combattendo due demoni e che i gesti criticati erano “in buona fede”, “per salvare delle vite”.
 
Le argomentazioni per non appoggiare le vittime erano sempre le stesse: erano sporchi, brutti e cattivi e non sufficientemente rivoluzionari.
Quando in Venezuela crebbero le ‘guarimbas’ organizzate dall’estrema destra – prodezze come bruciare giovani neri e poveri perché “sembravano chavisti” – alcuni intellettuali “progressisti” strillarono per la repressione del governo, chiedendo con urgenza un’intervento esterno di personalità così onorevoli come loro.
 
L’intervento è alle porte del Venezuela: non sono venute personalità “progre” ma forze militari mascherate da aiuti umanitari.  Le guidano personaggi come Eliott Abrams, processato per crimini di guerra e narcotraffico, veterani delle aggressioni imperiali contro i popoli del Nicaragua e del Salvador.
 
2.500 anni fa Eschilo ci anticipava già che “la verità è la prima vittima della guerra”. Ma che fare se si hanno aspirazioni elettorali in un paese come il nostro dove la guerra mediatica, sui fatti del Venezuela, l’ha vinta l’impero?  Gli sfrontati hanno riconosciuto Guaidò. I prudenti si sono dichiarati “neutrali”.
 
L’America Latina si è salvata, per alcuni decenni, dagli orrori delle guerre. Le città bombardate, le immagini dei cumuli di morti, dei cadaveri fatti a pezzi dalle bombe, dei bambini mutilati, di uomini e donne che cercano le loro famiglie tra le macerie - che sembravano essere immagini di altri mondi lontani - possono cominciare a diventare vicine.
 
La discussione sul fatto se in Venezuela c’è stata una Rivoluzione sarà lunga ma quasi non importa.
Lo castigano per questo, come ha ben chiarito Trump nella sua conferenza di Miami: “i giorni del socialismo sono contati, non solo in Venezuela ma anche in Nicaragua e a Cuba”.
 
Il nome e il curriculum degli assassini sopravviveranno nella memoria dei popoli.

Sarebbe bene cominciare ad annotarci quello dei “neutrali” perché, da Ponzio Pilato a oggi, in tutti i crimini della storia hanno aggiunto il loro granello di sabbia. 





Courtesy of CIP Tagarelli
Source: https://www.lahaine.org/mundo.php/los-neutrales
Publication date of original article: 23/02/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=25543

 

Tags: VenezuelaUSADonald TrumpGuaidóGolpeAbya Yala
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.