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 24/03/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / Venezuela: Tra bluff e interventi esterni
Date of publication at Tlaxcala: 26/02/2019
Original: Venezuela: Entre el bluf y la intervención externa
Translations available: Français  English 

Venezuela: Tra bluff e interventi esterni

Marco Teruggi

Translated by  Alba Canelli

 

La relativa normalità che regna sul confine colombiano-venezuelano ha qualcosa di sconcertante. L'ipotesi di un intervento militare da parte dei funzionari usamericanie e dell'opposizione venezuelana sembra sempre più credibile. "I giorni di Maduro sono contati", ha dichiarato il segretario di Stato Mike Pence

Manifestanti si scontrano con agenti della Guardia nazionale bolivariana a San Antonio, Táchira.

San Antonio, confine con la Colombia - C'è qualcosa che non torna nella situazione del 24 febbraio sul confine colombiano-venezuelano. Vige una "normalità anormale" che non si adatta allo scenario tracciato dalle dichiarazioni internazionali e da quelle della destra venezuelana. La distanza è tale che sorge una domanda chiara: o ci troviamo di fronte a un enorme bluff, oppure è in preparazione un intervento internazionale.

"I giorni di Maduro sono contati", ha dichiarato Mike Pompeo, Segretario di Stato USA; Marco Rubio, un senatore della Florida, ha twittato una foto di Muamar Gheddafi prima sorridente poi linciato, e Miguel Pizarro, del partito Primero Justicia, ha detto in una conferenza stampa con le altre forze di opposizione che sono giunti ad "Un epilogo, una fase finale".

Seguendo la linea delle dichiarazioni, non ci sarà una retromarcia nell'assalto. Le porte della negoziazione non saranno aperte, "stanno usurpando il potere, non c'è nulla da negoziare, non c'è parità tra due forze che potrebbero mettersi d'accordo sul vedere come sistemare questo", dice Pizarro, e tutto sembra volgere verso il fronte internazionale. Con quale obiettivo? Juan Guaidó ha twittato sabato sera la linea sulla quale lavoreranno: "Esporre alla comunità internazionale in modo formale che dobbiamo tenere aperte tutte le opzioni".

L'ipotesi di un intervento militare appare sempre più credibile. Julio Borges, rappresentante della destra venezuelana presso il Gruppo di Lima, ha scritto su Twitter: "Richiederemo un'escalation di pressioni diplomatiche e l'uso della forza contro la dittatura di Nicolás Maduro". Il gruppo si incontra oggi nella città di Bogotá, dove Guaidó è arrivato ieri. Il vicepresidente usamericano Mike Pence, uno dei capi, insieme a John Bolton ed Elliot Abrams, dell'Operazione Venezuela, parteciperà all'incontro.

Cosa uscirà pubblicamente da questo incontro ? Possiamo aspettarci dichiarazioni che condannano Maduro, accusandolo di ogni genere di violazioni, possibili nuovi blocchi diplomatici ed economici. Questo sarebbe ciò che già conosciamo. La domanda è cosa potrebbe esserci di nuovo, dalla premessa onnipresente che una cosa è ciò che viene affermato e un'altra ciò che viene preparato sotto il tavolo.

Dopo il giorno del 23 febbraio, sembra che l'intervento sia l'unica carta che possono giocare per ottenere ciò che dicono. Si può presumere che questo non era il piano preferenziale, che i primi piani erano quelli di un collasso delle Forze armate nazionali bolivariane (Fuerza Armada Nacional Bolivariana - FANB), un effetto scatenato da attacchi economici, una serie di azioni per creare ancora più sconvolgimenti. Uno di questi non ha raggiunto il suo obiettivo, ha spiegato il ministro della comunicazione venezuelano Jorge Rodríguez, riferendosi al tentativo di investire persone con carri armati la mattina del 23.

Per quanto riguarda le FANB, la campagna di destra ha cercato di sovradimensionare le immagini dei membri disertori. Secondo Pizarro, questo numero avrebbe superato i 100, mentre secondo fonti governative ce ne sarebbero stati 15. Questo ha avuto solo un impatto mediatico : dal momento che non si tratta di membri con posti di comando, capaci di innescare fratture che potrebbero portare a un attacco al palazzo presidenziale. Il fattore FANB non sembra aver aderito al colpo di Stato finora, dimostrando la falsità di dozzine di titoli, affermazioni e analisi che annunciano fratture imminenti.

Giunti a questo punto, dopo oltre un mese dall'auto-proclamazione di Guaidó, riconosciuto da Donald Trump su Twitter, la strategia di rovesciamento è a un bivio: o gioca l'ultima carta che è l'intervento, o un nuovo bluff, guidato questa volta dalle alte sfere usamericane.

Cos'è un bluff? Un modo per giocare, cioè far credere all'avversario di avere più di quello che hai, far salire la tensione e aspettare che l'altro torni indietro per non raggiungere il punto finale. Il bluff viene scoperto quando finalmente si devono mostrare le carte: Trump e la squadra dell'Operazione Venezuela sono pronti a confessare il loro bluff?

Hanno la possibilità di mettersi d'accordo fra di loro sull'intervento? Potrebbe essere attraverso la Colombia? Le élite colombiane sono disposte a farlo? Ci sono molte domande concatenate a cui cercare di rispondere.

Forse i vari episodi centrali, come il 22 e il 23 febbraio, facevano parte di ciò che è stato concepito fin dal primo momento: l'intervento. Ecco perché sono così sicuri, ecco perché c'è una sequenza di azioni, accuse, con l'ultima - che già è stato smascherata con immagini come un montaggio- che sostiene che il governo di Maduro ha bruciato camion con aiuti umanitari, il che sarebbe un crimine contro l'umanità.   

Faceva tutto parte di uno scenario ben sviluppato che è stato realizzato come previsto?  Lo sapremo gradualmente man mano che altre dichiarazioni e azioni saranno fatte.

Le giornate sono lunghe in Venezuela, al confine, in questo scenario di quello che l'ex candidato di sinistra alla presidenza della Colombia Gustavo Petro - che non ha mai espresso simpatia per il governo di Nicolás Maduro - ha descritto come una "guerra di fatto" dichiarata dalla Colombia. Ha anche detto che "la strategia di Duque e Trump è di una violenta invasione". Il momento di mostrare le carte sembra arrivare. Vedremo se stavano bluffando.
 

In basso: FATTO, in alto: DA FARE -  Carlos Latuff 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://www.pagina12.com.ar/177114-entre-el-bluf-y-la-intervencion-externa
Publication date of original article: 25/02/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=25476

 

Tags: VenezuelaMike PenceColombiaMike PompeoGuaidóUSANicolas MaduroDonald Trump
 

 
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