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 14/11/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / Macron e la violenza
Date of publication at Tlaxcala: 15/01/2019
Original: Macron y la violencia

Macron e la violenza

Guillermo Almeyra

Translated by  Daniela Trollio

 

Il presidente francese Emmanuel Macron, ex banchiere e agente del grande capitale, condanna i Gilet gialli come “violenti” e dice che “sono un gruppo di agitatori che vogliono rovesciare il loro governo” e il suo portavoce li definisce “un branco di cani pieni di odio”.

Non è violenza esigere un cambiamento sociale o delle riforme e resistere all’oppressione e all’abuso di potere.
Violenza è, invece, il denaro nei paradisi fiscali, rubando ai contribuenti; è portare all’estero le fabbriche per pagare meno salari e per evitare i controlli sanitari ed ecologici, incoraggiando così una disoccupazione di massa che aiuta ad abbassare i salari in Francia.
Violenza è tagliare i servizi negli ospedali e nei ricoveri per gli anziani, eliminare scuole, cliniche , uffici pubblici nei piccoli comuni ai quali, oltretutto, si tagliano treni e trasporti obbligando tutti a dipendere dalle auto.
 
Violenza è tagliare i salari reali e aumentare la giornata di lavoro e l’età per andare in pensione, abbassando anche le pensioni.
Violenza è costringere i lavoratori ad andare ad abitare nelle periferie e dar loro alloggi miserabili che, oltretutto, a volte crollano.
Violenza è obbligare migliaia di persone a dormire nelle strade delle città e non accogliere nei porti i naufraghi che vogliono lavorare, è essere sfruttati.
 
Violenza è quella dei robocops che, tra molti altri, arrestano a Drouet un camionista col gilet giallo che non ha commesso alcun reato; è pestare coi bastoni gilet gialli, neri, pensionate, anziani, o impedire una manifestazione pacifica con gas e potenti getti d’acqua fredda in inverno.
La violenza è quella poliziesca, che traveste da manifestanti vestiti di nero i suoi provocatori per rompere le vetrine o bruciare le auto e accusare poi i gilet gialli in modo da isolarli politicamente.
E’ cercare di mandare in carcere persone che, a mani nude o con i loro pugni, si difendono dai robocops bastonatori e armati fino ai denti.
 
Se Macron vuole evitare che lo rovescino, che cambi politica.
Smetta di regalare centinaia di migliaia di milioni di euro a quelli che sono già multimilionari a scapito dei salari, delle pensioni (che sono salari differiti), dei servizi pubblici (che sono salari indiretti).
Ristabilisca le tasse sui grandi patrimoni, come chiedono i gilet gialli.
 
Accetti la revoca dei mandati e l’istituzione di un Referendum di Iniziativa Popolare che permetta di derogare una legge o di estromettere dal governo un nemico del popolo.
Non mandi i suoi bastonatori e gassatori a impedire le manifestazioni o a mettere in ginocchio in cortile gli adolescenti di un’intera scuola, in pieno inverno e con le mani sulla testa o ammanettate dietro la schiena, come prigionieri della guerra contro i settori popolari.
 
Se vuole che il suo governo e il suo partito non spariscano, che non finanzi le Forze Armate o l’intervento colonialista in Africa, che metta sotto processo – invece di decorarli – i commissari di polizia che bastonano persone già arrestate.  Che non si circondi di gente come Benalla (Alexandre Benalla, consigliere e  bodyguard di Macron , che il 1° maggio, mascherato da poliziotto, ha colpito alcuni manifestanti, n.d.t.)  che si maschera da poliziotto per colpire manifestanti ed utilizza la protezione presidenziale per fare affari sporchi.
Liberi i prigionieri sociali, faccia un’amnistia.
 
La borghesia francese è la più violenta e sanguinaria d’Europa.
Si arricchì con la tratta dei neri, per secoli uccise e torturò milioni di persone in America, Asia, Africa e nelle isole del Pacifico, mandò l’esercito a fucilare gli scioperanti nei secoli XIX e XX, depredò le colonie, represse a ferro e fuoco i tessitori di Lione nel 1830 e sulle barricate di Parigi nel 1848.
E’ la borghesia dei versagliesi, l’assassina di migliaia di lavoratori della Comune di Parigi del 1871, quella che riempì la Guayana e la Nuova Caledonia di migliaia di lavoratori condannati ai lavori forzati.
E’ la borghesia che nel 1936 preferì Hitler ai socialisti del Fronte Popolare e che con Hitler collaborò tramite l’infame governo di Vichy che assassinò migliaia di resistenti, di comunisti, di ebrei francesi.
 
Oggi, Macron è un servo del grande capitale finanziario internazionale che dirige l’Unione Europea.
E’ figlio e difensore di tutte queste canaglie.

Di quale violenza accusa i più poveri? Se vuole aiutare i francesi, che se ne vada. 





Courtesy of Cip. Tagarelli
Source: https://www.anred.org/?p=108934
Publication date of original article: 10/01/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=25104

 

Tags: Emmanuel MacronFranciaUEGilet giallipovertà
 

 
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