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 21/07/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UMMA 
UMMA / I curdi hanno perso la possibilità di decidere il proprio destino: solo Damasco può salvarli
Date of publication at Tlaxcala: 30/06/2018
Original: The Kurds have lost the chance to decide their fate: only Damascus can save them
Translations available: Português/Galego 

I curdi hanno perso la possibilità di decidere il proprio destino: solo Damasco può salvarli

Elijah J. Magnier ايليا ج مغناير

Translated by  Markus

 

La decisione di Donald Trump di ritirarsi dalla Siria “molto presto” e di consegnare la città di Manbij alla Turchia è stata un vero shock per i curdi siriani che si trovano nella zona nord del paese. Questi curdi che, giorno dopo giorno fanno da scudo per le forze americane, erano stati deliberatamente manipolati dal governo degli Stati Uniti affinché coprissero e proteggessero le sue forze di occupazione nel nord-est del Levante. Trump sembra sia pronto a scaricare i curdi da un giorno all’altro. Non contento di ciò, Trump sta ora “mettendo all’asta” i curdi, scommettendo su quale nazione araba andrà ad occupare la zona controllata dai curdi e utilizzerà il territorio in cui attualmente essi sono dislocati.

Allora, quali sono le opzioni a disposizione dei curdi?

Chiaramente, il Presidente degli Stati Uniti non dà nessuna importanza al destino dei curdi. E’ pronto ad abbandonarli, nonostante sappia che non hanno altri posti dove andare e nessun altro che possa proteggerli. I curdi hanno perso anche la fiducia del governo di Damasco, a causa della loro politica e delle loro scelte militari sconsiderate e, naturalmente, sono braccati dalla Turchia, che considera tutti i curdi siriani come facenti parte delle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), un gruppo ad affiliazione terroristica, secondo gli standard di Ankara.

I “miti” che circondano i curdi (“sono i migliori combattenti contro lo Stato Islamico (ISIS)”, o “i curdi sono i migliori alleati degli Stati Uniti”) sono sbagliati. Questa retorica era nata negli anni ‘90, quando gli Stati Uniti avevano usato il Kurdistan per assicurarsi un punto d’appoggio in Iraq, all’epoca di Saddam Hussein. Infatti, gli Stati Uniti avevano visto i curdi come un ponte per il Medio Oriente, che avrebbe permesso la costituzione di una base militare e di intelligence per l’America e i suoi alleati israeliani. Con la guerra in Siria, gli Stati Uniti si erano insediati nel territorio curdo-siriano di al-Hasaka, con la speranza di dividere la Mesopotamia e il Levante. Inoltre, i curdi, sia in Iraq che in Siria, non hanno nessun problema a menzionare esplicitamente i loro saldi legami con Israele, nonostante l’ostilità [nei confronti di Israele] degli stati un cui si trovano, l’Iraq e la Siria.

L’esercito siriano e i suoi alleati hanno combattuto contro l’ISIS in tutto il territorio della Siria e hanno perso decine di migliaia di ufficiali e soldati. E in Iraq le forze di sicurezza irachene hanno combattuto contro l’ISIS in tutte le zone dove era presente l’ISIS e hanno perso migliaia di ufficiali e soldati (Hashd al-Sha’bi, da sola, ha perso più di 11.000 uomini).

Per contro, l’impegno e le perdite dei curdi sono stati molto più limitati. In Iraq, nei combattimenti contro l’ISIS nelle regioni curde a nord del paese, i curdi hanno perso circa 2.000 uomini. E in Siria, quando i curdi si erano scontrati con l’ISIS, le loro perdite in uomini erano state nell’ordine delle centinaia.

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Courtesy of Comedonchisciotte
Source: https://ejmagnier.com/2018/06/23/the-kurds-have-lost-the-chance-to-decide-their-fate-only-damascus-can-save-them/
Publication date of original article: 23/06/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=23692

 

Tags: Guerra sirianaCurdiISISTurchiaUSA
 

 
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