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 25/06/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 IMAGE AND SOUND 
IMAGE AND SOUND / Putin, il G7 e la Crimea
Date of publication at Tlaxcala: 13/06/2018
Translations available: Português/Galego 

Putin, il G7 e la Crimea

Massimo Mazzucco

 

Era un bel mattino del 2014. Il presidente russo Vladimir Putin si svegliò di buon umore, guardò fuori dalla finestra, e vide i raggi del sole che accarezzavano le cupole del Cremlino. Gli uccellini cinguettavano allegri. Putin chiamò il suo segretario e gli chiese:

"Che cosa succede oggi nel mondo?"

"Niente di particolare, presidente Vladimir. È tutto tranquillo, a oriente come a occidente", rispose il segretario.

"Uffa che noia - disse Putin fra uno sbadiglio e l'altro - Ma non possiamo fare qualcosa di divertente?"
"Tipo che cosa?" chiese il segretario.
"Che ne so, un colpo di testa. Qualcosa di spettacolare". Poi un lampo maligno attraversò gli occhi di Putin, che disse: "Dài, prendiamoci la Crimea!"
"Ma la Crimea è dell'Ucraina" obiettò timido il segretario.
"E chissenefrega, Ucraina o non Ucraina. Oggi ho voglia di prendermi la Crimea e me la prendo. Nessuno potrà fermarmi" dichiarò Putin risoluto.

Questa è più o meno la narrazione ufficiale dell'Occidente su quanto accaduto in Crimea quattro anni fa. In base a questa narrazione, Putin fu giustamente espulso dal consesso del G8, "perché nel mondo di oggi non è lecito appropriarsi con la forza dei territori altrui".
Poi naturalmente c'è anche la versione complottista, quella che dice che invece quel mattino Putin si svegliò decisamente incazzato, perché gli americani avevano rovesciato un governo eletto democraticamente in Ucraina, e ci avevano messo al suo posto un pupazzo amico degli occidentali. A quel punto Putin pensò bene di riprendersi la Crimea - che era sempre stata della Russia dalla notte dei tempi - per evitare che gli americani si appropriassero anche di quella.
Ma che volete, la storia la scrivono i vincitori, e per ora i vincitori in questa partita sono gli occidentali.
Questo almeno fino a ieri. Capita però che ieri sia toccato al presidente americano svegliarsi di buon umore, ed accorgersi di colpo che al tavolo del G7 mancava un importante interlocutore: la Russia di Vladimir Putin.
A quel punto Trump si è presentato davanti alle telecamere, e con la sua solita faccia di tolla ha detto che "la Russia deve rientrare nel G7, perché è importante che ci siano anche loro quando si discutono questioni di importanza globale."
Dimenticandosi completamente che a volere l'esclusione della Russia dal G8 era stato proprio il suo predecessore, tale Barack Obama.
Questa dichiarazione ha mandato in tilt il governo di Bruxelles, che tramite il suo presidente del consiglio, Donald Tusk, ha dichiarato: "Quello che mi preoccupa di più è vedere che l’ordine mondiale, basato su regole comuni, si trovi sfidato non dai soliti sospetti ma, sorprendentemente, dal suo principale architetto e garante: gli Stati Uniti”.
Oooops, quanti lapsus freudiani in una sola frase! Scopriamo infatti che nella testa di Tusk - e quindi fra i tecnocrati di Bruxelles - a) esiste un "ordine mondiale", b) per "regole comuni" si intende ovviamente quelle dell'Occidente, e c) a creare questo "ordine mondiale" sono stati in primo luogo gli Stati Uniti.
Nessuna grandiosa rivelazione, sia chiaro. Ma fa sempre un certo effetto leggere certe cose nero su bianco.
Per fortuna Putin non ha accettato il ruolo dello scolaretto cacciato dalla classe perché si è comportato male, e invece di mettersi a scodinzolare come un cagnolino perché Trump vorrebbe farlo rientrare, ha dichiarato che "noi in questo momento siamo interessati ad un diverso formato [negli incontri internazionali]."
Non a caso proprio ieri Putin si è fatto trovare in compagnia del presidente cinese di Xi-Jinping.
Il mondo va avanti, e nel frattempo il G7 ci appare come una vecchia associazione appassita di nobililastri decaduti, che si celebrano a vicenda parlando del passato. Mentre invece là fuori il mondo ha preso tutt'altra direzione.

"Facciamo finta che non esiste", "Chi lui?" - Nicolas Vadot





Courtesy of Pandora TV
Source: https://www.youtube.com/watch?time_continue=9&v=P9Yu-BjJmp8
Publication date of original article: 13/06/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=23567

 

Tags: Vladimir PutinDonald TrumpG7CrimeaUcrainaUnione EuropeaRussiaUSA
 

 
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