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 19/02/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UMMA 
UMMA / Le proteste pacifiche in Iran non devono essere sporcate: dichiarazione di attiviste e attivisti iraniane
Date of publication at Tlaxcala: 23/01/2018
Original: اجازه نمی‌دهیم بر تاریخ فعالیت‌های عاری از خشونت مردم
خاک پاشیده شود

Translations available: Deutsch  Français  Español  English  عربي 

Le proteste pacifiche in Iran non devono essere sporcate: dichiarazione di attiviste e attivisti iraniane

Various Authors - Versch. Autoren -Muhtelif Yazarlar-مؤلفون مختلفين - نویسندگان مختلف

Translated by  Milena Rampoldi ميلينا رامبولدي میلنا رامپلدی Милена Рампольди
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

Più di 200 militanti, donne e uomini, del movimento per i diritti delle donne  si dichiarano solidali con i manifestanti in Iran

L’anno scorso si svolgevano ogni giorno manifestazioni pacifiche in Iran: lavoratori che protestavano per gli stipendi arretrati, insegnanti, facchini impoveriti dagli istituti finanziari, facendosi sparare addosso, si sono riuniti a più riprese davanti al Parlamento, alle autorità governative o sui loro posti di lavoro per tentare di essere sentiti dalle autorità. Le loro voci non sono state ascoltate finché i manifestanti non sono scesi sulle strade delle città e dei villaggi per far sentire a voce alta le loro esigenze in tutto il mondo. La voce dei cittadini che rivendicano i propri diritti, diritti per i quali militavano in diversi ambiti membri della società civile, sia a titolo privato che pubblicando dei testi, e ai quali è stato risposto con violenza, e la stessa cosa è successa a coloro scesi in strada oggi.


"Soglia della povertà: 4 millioni (= 900 €), il nostro reddito: 1 millione (225 €)"
Sezione del sindacato dei maestri e degli educatori di Yazd – 31 dicembre 2017

 

Da diversi anni i militanti della società civile cercano di attirare l’attenzione su una politica errata che non fa che aumentare la povertà, le diseguaglianze, la frattura sociale, accentuando la pressione su vaste cerchie della popolazione. Si oppongono da sempre agli stipendi in arretrato, alle disuguaglianze nel trattamento della mano d’opera, sia nel settore pubblico che in quello privato. Sono preoccupati per la salute pubblica, l’insegnamento e l’ambiente, lo sfruttamento degli studenti usati come mano d’opera sottopagata, per la povertà dilagante tra le donne, la loro esclusione dal mercato del lavoro, l’aumento della pressione sugli immigrati e la repressione generalizzata, più accentuata nei confronti delle donne.

Oggi più che mai le donne devono affrontare povertà e disoccupazione, sia a causa delle loro paghe troppo basse che a causa della diffusione della disoccupazione.


Funzionarie che protestano contro le loro condizioni di lavoro, il 9 dicembre 2017 -  (
Fonte)

Quattro anni fa il movimento delle donne iraniane aveva già pubblicato una dichiarazione per opporsi alla situazione di inferiorità delle donne, focalizzando sulla pauperizzazione. Oggi persino le statistiche ufficiali confermano che nel giro di dieci anni (dal 2004 al 2013), ogni anno centinaia di migliaia di donne sono state licenziate; nel 2013 una donna su tre impiegata nel settore privato non ha potuto riprendere il lavoro dopo il suo congedo di maternità perché era stata licenziata. Inoltre sembra che il numero delle donne capofamiglia sia cresciuto del 55% nel corso di 20 anni (dal 1991 al 2010) e che l’82% di loro sono disoccupate. In più, l’aumento del numero delle laureate mostra che in Iran esse costituiscono il primo contingente dei disoccupati. Anche se sono riuscite a superare gli ostacoli - provenienza geografica o settori riservati agli uomini –che impediscono loro l’accesso agli studi superiori, il loro diploma non ha permesso loro di accedere al mercato del lavoro.

Molti consigliano di mantenere la calma, di intraprendere le vie abituali del cambiamento e ritengono che le manifestazioni in strada siano delle provocazioni pericolose che non farebbero che fornire al governo un pretesto per reprimerle con violenza. Ma in questi ultimi tre anni i movimenti sociali hanno appreso che i loro sforzi di impegno civile e pacifico non vengono protetti da reazioni dure e violente. I sindacati, le fondazioni e i movimenti della società civile sono stati dichiarati illegali dopo essere stati autorizzati. I loro uffici sono stati chiusi e i loro militanti arrestati. Gli appelli per organizzare delle marce silenziose o dei sit-in nei parchi o negli spazi pubblici sono stati sanzionati con delle aggressioni e delle persecuzioni. I loro partecipanti sono stati denunciati e il diritto di manifestazione dei cittadini non è stato riconosciuto.

Proteste contro gli stipendi arretrati, il 19 gennaio 2017. Fonti sinistra , destra

 

Noi come raggrupamento di militanti del movimento per i diritti delle donne iraniane chiediamo a coloro che appellano alle manifestazioni pacifiche e alle azioni legali: su che base le petizioni a favore di un cambiamento delle leggi discriminatorie sono dichiarate illegali? Per quale motivo centinaia di persone sono state arrestate e perseguitate dalla giustizia? Su che base la campagna a favore di una modifica della supremazia maschile in parlamento è stata dichiarata illegale per poterla combattere e distruggere per sempre? Perché al sit-in silenzioso intorno alla piazza Azadi si ha reagito con violenza e con arresti?

Per cercare di aprire uno spazio di uguaglianza davanti alla legge, libera di qualsiasi discriminazione, il movimento delle donne iraniane ha sempre agito con mezzi pacifici e nell’ambito delle leggi meschine in vigore. Le loro iniziative sono sempre state represse, indipendentemente dai loro motivi.


 
  
"I maestri non hanno soldi per gli alimenti, non hanno soldi per l’alloggio, hanno solo debiti "
Teheran, 24 febbraio 2015 (Fonte)

 

Noi che militiamo contro la discriminazione e le ineguaglianze siamo del parere di doverci assumere la responsabilità di non tollerare che le attività non-violente dei cittadini vengano insudiciate, accusandole di essere la causa della violenza esercitata contro di loro. Inoltre, come in passato, anche se il nostro è un movimento alquanto differenziato, riteniamo che sia nostra responsabilità scendere in strada e recarci negli spazi pubblici per rivendicare i nostri diritti. Inoltre siamo dell’idea che i governi debbano occuparsi delle rivendicazioni dei diversi ceti sociali, senza ricorrere alla minaccia, alla discriminazione o alla repressione. Al momento concretamente richiediamo la liberazione di tutti i prigionieri politici e di tutti i dissidenti, il rispetto del diritto di organizzarsi e di riunirsi e per quanto riguarda le donne richiediamo si interrompano immediatamente tutte le misure volte a rinchiuderle in casa. Richiediamo la parità dei sessi sul posto di lavoro e nelle scelte professionali e nelle decisioni politiche per proteggere le donne capofamiglia e promuovere un cambiamento delle strutture e delle leggi discriminatorie, volte a reprimere e discriminare le donne nella società e nell’economia.

Firmatarie e firmatari

Abed Ebadi
Ahmad Zahedi Langaroodi
Akbar Mehdi
Ali Tayefi
Alireza Khanbakhshi
Alma Bahmanpoor
Almira Mohammadikhah
Alnar Ansari
Alnar Barati
Amene Astane
Amin Mo’azzami
Amir Shabnampoor
Amir Ya’ghoob’ali
Asghar Kiani
Asha Mo’meni
Avin Kish-kar
Ayda Pahlevan
Ayda Sa’adat
Azade Chehri
Azade Faramarziha
Azade Khosroushahi
Azade Moulavi
Azar Rahsepar
Azin Reza’ian
Babak Soltani
Bahar Famili
Bahar Jafari
Bahar Monshi
Banafshe Jamali
Baran Ghadrabadi
Behnam Amini
Delaram Ali
Dena Dadbeh
Ehsan Ahari
Ehteram Schadfar
Elahe Amani
Elahe Farahani
Elham Vatandoost
Fa’eze Sabzevari
Fa’eze Za’eri
Fakhri Shadfar
Farahrooz Ranjbar
Farangiz Bayat
Fariba Mokhber
Faride Yazdi
Farkhonde Jabbarzadeh
Farkhonde Jafari
Farnaz Tabrizi
Farzane Jalalifar
Farzane Kamali
Fateme Masjedi
Fattane Abdolhoseini
Firooze Mohajer
Foroogh Rasooli
Foroogh Sami’nia
Freshte Naji Habibzade
Galale Vatandoost
Ghazal Asbaghi
Ghazal Mohsenpoor
Hadi Farzane
Hadid Taghi-yar
Hamed Sheybani
Hasan Zakeri
Hoda Aminian
Holya Fa’ezipoor
Hosein Foughani
Jafar Mortazavi
Jelve Javaheri
Kave Sabbaghi
Kaveh Kermanshahi
Khadije Moghaddam
Kiana Karimi
Kimia Mehdipoor
Leyla Asadi
Leyla Moori
Ma’soome Kamali
Mahboobe Hoseinzade
Mahin Farhangian
Mahnaz Parakand
Mahsa Jazini
Mahsa Shah’shahani
Mahshid Pegahi
Malahat Maddahi
Malihe Jalilvand
Manizhe Mollahaji
Manizhe Najm Araghi
Mansoor Asanloo
Mansoore Behkish
Mansoore Shoja’i
Maryam Amini
Maryam Gha’em Magham
Maryam Hoseinkjah
Maryam Jafari
Maryam Rahmani
Maryam Rezai
Maryam Roosta
Maryam Roostaisefat
Maryam Zandi
Mas’oode Miri
Mehdi Mohammadi
Mehrnoosh Mirsa’idi
Mina Elahi
Mina Golkar
Mina Keshavarz
Mina Mahboobi
Mina Pakdel
Mina Parande
Mina Rafi’i
Mina Soltani
Mohammad Hosein Asgari
Mohammad Poorabdollah
Mohammad Rafi’i
Mohsen Hoveyda
Molook Aziz-zadeh
Mona Mash’hadi
Mozhde Mardookhi
Na’im Dootdaran
Nafise Mohammadpoor
Naghi Rashidi
Nahid Jafari
Nahid Mirhaji
Najib Asadpoor
Najmi Vahedi
Narges Ramin
Narges Sahra-navard
Narges Tayyeban
Narsin Safa’i
Nasim Farvardin
Nasrin Basiri
Nasrin Hoseini
Nasrin Khosravi
Nasrin Moghaddam
Nastaran Hamidi
Nayyere Touhidi
Nazeli Farrokhi
Neda Naji
Neda Soltani
Negin Bank
Niki Ha’eri
Niloofar Fooladi
Nooshin Keshavarznia
Ozra Tabari
Parastoo Foroohar
Parisa Kaka’i
Parnian Ne’mati
Parvane Asanloo
Parvane Yavari Moghaddam
Parvin Ardalan
Parvin Zabihi
Parvin Zarrabi
Pooyesh Azizeddin
Raf’ati Razi
Raha Asgarizadeh
Reyhane Jadidfar
Rezvan Moghaddam
Roya Mehrasa
Sa’id Rahmani
Sa’id Sa’badfi
Sa’ide Reja
Sabere Sadeghi
Sabri Najafi
Sadighe Damghani
Sahar Hatami Lahaghi
Sahar Mohammadi
Sahar Rzazadeh
Sahar Sajjadi
Saina Maghsoodi
Saloome Rahimi
Samin Cheraghi
Samir Garshasebi
Sanaz Mohsenpoor
Sara Hoseini
Sara Saharnavard-Fard
Sepideh Rahimi
Setare Sajjadi
Shabnam Miri
Shaghayegh Eghdami
Shahin Navai
Shahla Foroozanfar
Shahnaz Maddah
Shahpar Bamdad
Shakiba Asgarpoor
Shamim Sherafat
Sharare Khanbalooki
Sheyda Asgari
Shima Ghooshe
Shokooh Sobhi
Sima Hiseinzadeh
Simin Foroohar
Simin Kazemi
Somayye Jafari
Somayye Nasima
Somayye Rashidi
Soosan Tahmasebi
Tooran Poori
Vahide Moulavi
Zahra Rastegar
Zeinab Azhirak
Zeynab Bayazid
Zeynab Peyghambarzadeh
Zhila Davarpanah
Zhina Modarres Gorji
Zohre Arzani
Zohre Asadpoor
Zohre Mo’ini
Zohre Zamani

 

 

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://bidarzani.com/28211
Publication date of original article: 17/01/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22536

 

 
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