TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı la internacia reto de tradukistoj por la lingva diverso

 27/04/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 AFRICA 
AFRICA / Tunisia: deposito di una proposta di legge per un audit del debito pubblico
Date of publication at Tlaxcala: 23/06/2016
Original: تونس : ايداع مشروع قانون لتاسيس لجنة التدقيق في الديون العمومية
Translations available: Français  English 

Tunisia: deposito di una proposta di legge per un audit del debito pubblico

RAID ATTAC/CADTM Tunisie جمعيـــــة رَادْ

Translated by  Milena Rampoldi ميلينا رامبولدي میلنا رامپلدی Милена Рампольди

 

Fathi Chamkhi, deputato del Fronte popolare e portavoce dell’associazione RAID-ATTAC-CADTM ha depositato il 14 giugno presso l’ufficio di registrazione dell’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo una proposta di legge al fine di creare una commissione per stabilire la verità sul debito pubblico tunisino. La proposta è sostenuta da oltre 70 parlamentari di diversi gruppi.

Ecco qui di seguito il testo della proposta. 

Proposta di legge n° ………………./2016

Relativa all’audit sul debito pubblico tunisino

Motivazione

Dagli anni ottanta del secolo scorso la Tunisia vive una rapida crescita del suo debito pubblico senza che questa sia accompagnata da un miglioramento della prestazione globale dell’economia e delle condizioni di vita del popolo tunisino. E ciò nonostante aumenta l’onere del debito pubblico che deve supportare la comunità nazionale.

La quota del debito pubblico ha raggiunto il 53,4% del PIL nel 2016, mentre nel 2010 ammontava ancora al 40,5%. Il pagamento del debito rimane la prima spesa del budget statale. Nel 2016 ammonta a 5,13 miliardi di dinari, ovvero al 21,4% del budget (senza il pagamento del debito) ovvero al 25% delle entrate fiscali dello stato. Questo rappresenta nove budget cumulati: sanità, affari sociali, formazione professionale e impiego, sviluppo e investimento, trasporti, cultura, ambiente e sviluppo sostenibile, donna e infanzia e turismo.

Va messo in rilievo che questo debito pubblico si è sviluppato fino al 2010 nel contesto di un regime despotico che ha sottomesso al suo potere assoluto e ai propri interessi, senza alcuna trasparenza e nessun meccanismo di controllo democratico, tutte le istituzioni dello stato, in particolare quelle incaricate della mobilitazione di nuovi prestiti e quelle che gestiscono il denaro del debito.

Inoltre il periodo post-rivoluzionario da una parte è caratterizzato dall’accelerazione del ritmo dell’indebitamento pubblico e dall’altra dal degrado generalizzato di tutti gli indicatori economici e sociali, la crescita dell’instabilità generale e il peggioramento dei rischi sul versante della sicurezza, in particolare la moltiplicazione degli attentati terroristici. Si deve notare inoltre che una buona parte dei prestiti contrattati all’indomani della rivoluzione sono stati impiegati per pagare il debito accumulato ai tempi della dittatura.

Il successo del cambiamento sociale richiesto dal popolo tunisino mediante la rivoluzione richiede un esame del sistema del debito, sia attraverso la sua messa in questione che mediante il suo chiarimento per mezzo di un audit. Il tutto deve essere fatto perseguendo l’obiettivo di consolidare i fondamenti del regime democratico, di garantire i diritti fondamentali di tutti i cittadini e di evitare di ripetere gli stessi errori che hanno accompagnato l’evoluzione del debito affinché i prestiti vengano utilizzati per sostenere realmente gli sforzi dello sviluppo nazionale.

Progetto di legge relativo all’audit del debito pubblico tunisino

Nel nome del popolo

In seguito all’approvazione dell’assemblea dei rappresentanti del popolo

Il presidente della repubblica promulga la seguente legge.

Capitolo primo – Disposizioni generali

Articolo primo – Questa legge persegue l’obiettivo di fissare le regole e disposizioni concernenti l’audit del debito pubblico tunisino, esterno ed interno, e del debito delle imprese pubbliche e private garantito dallo Stato.

Articolo 2 – Nel contesto di questa legge:

1-               Con il termine audit, si intende un’operazione volta all’analisi globale ed approfondita di tutti i debiti pubblici e del debito garantito dallo Stato.

2-               Il debito odioso:

-          Con questo termine si definisce un debito contrattato violando i principi democratici (del consenso, della partecipazione, della trasparenza e della responsabilità) e usato contro gli interessi supremi del popolo tunisino,

-          O un debito che nega i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali della popolazione, se il creditore conosce o è in grado di conoscere quello che precede.

3-               Il debito illegittimo:

-          In questo caso si tratta di un debito che il debitore non può essere costretto a rimborsare in quanto il prestito, il titolo finanziario, la garanzia o i termini e le condizioni legate al prestito sono contrari alla legge (sia nazionale che internazionale) o all’interesse generale o perché questi termini e queste condizioni sono palesemente ingiuste, abusive o inaccettabili,

-          Oppure si tratta di un prestito le cui rispettive condizioni contengono delle misure politiche che violano le leggi nazionali o le norme in materia diritti umani,

-          Oppure si tratta di un prestito o di una garanzia che non vengono utilizzati a vantaggio della popolazione,

-          Oppure perché il debito è il prodotto di una trasformazione del debito privato (o commerciale) in un debito pubblico sotto la pressione dei creditori.

4-               Il debito illegale:

-          In questo debito le procedure legali in vigore (incluse quelle concernenti l’autorità per la ratifica dei prestiti o l’approvazione dei prestiti o delle garanzie per l’organismo rappresentativo o gli organismo rappresentativi del governo dello stato debitore) non sono stati rispettati,

-          O si tratta di un debito che implica un grave errore da parte del creditore (quale ad esempio il ricorso alla corruzione, alla minaccia o all’abuso d’ufficio),

-          O il debito è stato contrattato violando il diritto nazionale o internazionale o prevede delle condizioni che violano il diritto nazionale ed internazionale.

5-               Il debito insostenibile:

-          Questo tipo di debito non può essere restituito senza attentare gravemente alla capacità dello stato di adempiere i suoi obblighi nel settore dei diritti umani fondamentali, come quelli riguardanti il settore dell’educazione, dell’alimentazione, delle cure sanitarie, della messa a disposizione di alloggi decenti o di investire in infrastrutture pubbliche e nei programmi necessari per lo sviluppo economico e sociale,

-          O si tratta di un debito il cui rimborso avrà delle conseguenze pregiudizievoli per il popolo tunisino, incluso il deterioramento del suo livello di vita.

Capitolo 2 – Gli obiettivi dell’audit dei debiti pubblici

Articolo 3 – L’audit dei debiti pubblici persegue i seguenti obiettivi:

-          Determinare le cause che hanno condotto all’aumento dell’indebitamento e dell’impatto delle sue condizioni sui diritti dei cittadini tunisini e sulle loro condizioni di vita,

-          Determinare la parte del debito pubblico che potrebbe essere considerata odiosa, illegale, illegittima o insostenibile,

-          Promuovere la trasparenza e la responsabilità nella gestione dei fondi pubblici,

-          Formulare argomentazioni e richieste per l’annullamento dei debiti pubblici il cui audit ha dimostrato che si tratta di debiti odiosi, illegali, illegittimi o insostenibili,

-          Garantire che in futuro i prestiti verranno contratti ai sensi dell’accordo preventivo dell’assemblea dei rappresentanti del popolo.

Capitolo 3 – Settore dell’audit dei debiti pubblici

Articolo 4 – Tutti gli accordi di prestiti contrattati dallo Stato tunisino dal mese di luglio del 1986 vengono sottoposti all’audit al fine di determinare la parte che potrebbe essere qualificata odiosa, illegale, illegittima o insostenibile.

Articolo 5 - L’audit del debito pubblico viene eseguito entro un periodo massimo di diciotto mesi a partire dalla data della creazione delle strutture che si occuperanno dell’operazione dell’audit.

Capitolo 4 – Comitato per la verità sul debito pubblico tunisino

Articolo 6 – Si crea il comitato designato quale “Comitato per la verità sul debito pubblico tunisino” che si occuperà dell’audit dei debiti pubblici tunisini ai sensi della presente legge.

Articolo 7 – Il comitato sopra menzionato gode dell’autonomia amministrativa e finanziaria e ha sede a Tunisi.

Al comitato per la verità sul debito pubblico tunisino viene assegnato un budget, integrato nel budget generale dello Stato.

Articolo 8 – Il comitato accennato sopra è composto da ventuno membri che in loro a maggioranza semplice eleggono un presidente, un vice-presidente, un relatore, un sostituto relatore, un tesoriere e un sostituto tesoriere.

Articolo 9 – I membri del comitato per la verità sul debito pubblico tunisino vengono designati come segue:

-          Cinque membri dell’assemblea dei rappresentanti del popolo, tre dei quali devono essere obbligatoriamente membri dell’opposizione parlamentare,

-          Un solo membro che rappresenta ognuno le istanze seguenti: la corte dei conti, il tribunale amministrativo, l’alta istanza per il controllo amministrativo e finanziario e l’istanza nazionale della lotta contro la corruzione,

-          Otto membri delle organizzazioni sociali e dei diritti umani conosciuti per la loro integrità, le loro competenze e la loro esperienza nel settore dell’audit del debito pubblico,

-          Quattro membri stranieri, conosciuti per la loro integrità e le loro competenze, nel settore dell’audit del debito pubblico e per la loro indipendenza nei confronti dei creditori.

Articolo 10 – I membri del comitato sulla verità del debito pubblico tunisino, membri dell’assemblea dei rappresentanti del popolo, sono eletti in una seduta plenaria ai sensi delle disposizioni dell’articolo 9.

La corte dei conti, il tribunale amministrativo, l’alta istanza per il controllo amministrativo e finanziario e l’istanza nazionale per la lotta contro la corruzione designano ognuno un rappresentante permanente in seno al comitato.

I membri dell’assemblea dei rappresentanti del popolo in seguito alla loro elezione al comitato per la verità del debito pubblico tunisino determinano le condizioni di adesione al comitato delle competenze, tunisine e straniere, nei settori sociali e della difesa dei diritti umani. Scelgono all’unanimità, ricorrendo altrimenti al voto, i membri del comitato ai sensi delle prescrizioni dell’articolo 9.

Articolo 11 – Il comitato può formare dei gruppi di lavoro specializzati, i cui lavori devono essere presieduti da uno tra i suoi membri. Il comitato può anche rifarsi al supporto di competenze e di persone esperte che non fanno parto del comitato.

I membri del comitato dell’audit e le competenze a cui il comitato fa riferimento non sono retribuiti e non ottengono alcun premio per il loro lavoro.

Articolo 12 – Il comitato definisce la sua metodologia di lavoro e fissa il suo programma.

Il comitato, durante l’audit, è particolarmente interessato agli accordi e ai contratti conclusi e agli altri documenti sulla base dei quali sono stati contratti i debiti e i prestiti garantiti e i termini definitivi. In questo contesto si perseguono gli obiettivi seguenti:

-          Determinare se la costituzione e le leggi sono state rispettate,

-          Verificare se ci sono appropriazioni indebite di fondi o acquisizioni di commissioni o privilegi o di altri vantaggi da parte di parti che rappresentano lo stato tunisino al momento della stipula dei contratti,

-          Analizzare le cause dell’aumento del debito pubblico tunisino all’indomani del 14 gennaio 2011,

-          Determinare la parte del debito pubblico che può essere designato illegittimo, illegale, odioso o insostenibile,

-          Valutare l’impatto delle condizionalità dei programmi di riforma economica sul diritto dei cittadini e delle loro condizioni di vita.

Articolo 13 – Il comitato con l’obiettivo di adempiere ai suoi obblighi dispone del:

-          Diritto di accesso a tutti i documenti e a tutti i dati che sono in rapporto con l’oggetto dei debiti pubblici,

-          Diritto di richiedere spiegazioni a tutti i responsabili in relazione con l’oggetto dei debiti pubblici,

-          Diritto di accesso a tutti i progetti realizzati con il denaro del debito oggetto dell’audit.

Articolo 14 – Il presidente del comitato rappresenta il comitato presso tutte le istituzioni, commissioni e tutte le organizzazioni nazionali e internazionali. Rappresenta anche il comitato presso i tribunali.

Firma gli accordi e i contratti di tutti i tipi, compresi quelli relativi al reclutamento degli agenti. Gli agenti reclutati dal comitato sottostanno alle disposizioni che regolano la funzione pubblica.

Articolo 15 – Il presidente del comitato è l’ordinatore e il gestore dei fondi a disposizione del comitato, firmando insieme al tesoriere.

Capitolo 5 – Disposizioni finali

Articolo 16 – Le strutture e i dipartimenti dello stato forniscono il sostegno al comitato per facilitare il suo lavoro e gli forniscono tutti i documenti e tutte le informazioni da questo richiesti.

Articolo 17 –Alla fine dei suoi lavori il comitato sottopone un rapporto scritto al presidente dell’assemblea dei rappresentanti del popolo e ai presidenti della repubblica e del governo. Questo rapporto comprende imperativamente un’aggiunta contenente un sommario dei risultati, delle conclusioni e delle raccomandazioni.

Il comitato sottopone inoltre un rapporto preliminare al presidente dell’assemblea dei rappresentanti del popolo entro nove mesi dopo l’inizio dei suoi lavori.

I due rapporti devono essere pubblicati su tutti i siti ufficiali al fine di permettere ai cittadini di consultarli.

La presente legge sarà pubblicata sulla gazzetta ufficiale della repubblica tunisina ed applicata come legge statale.

 





Courtesy of Tlaxcala
Publication date of original article: 23/06/2016
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=18214

 

Tags: Audit debito pubblicoTunisiaDebito odiosoRAID ATTAC CADTMFathi ChamkhiFronte popolare
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.