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English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / Preparativi di intervento militare in Venezuela
Date of publication at Tlaxcala: 27/05/2016
Original: Preparativos de intervención militar en Venezuela

Preparativi di intervento militare in Venezuela

Ángel Guerra Cabrera

Translated by  Daniela Trollio

 

Il copione dell’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela è stato scritto nel Comando Sud (CS) delle loro forze armate e viene applicato dettagliatamente dai loro alleati della Tavola dell’Unità Democratica (MUD) (coalizione dei partiti di ultradestra del Venezuela, n.d.t.), sigla che copre la controrivoluzione, cioè lo strumento imperiale per stimolare le carenze di prodotti e le zioni di strada e la violenza armata in dosi tali da favorire le condizioni ideali per giustificare l’intervento militare diretto nel paese con le più grandi riserve di petrolio del mondo.

Lo dice esplicitamente l’affermazione dell’ammiraglio Kurt W.Tidd, capo del CS: “il nostro opportuno intervento ha permesso di delineare una strada per la rapida uscita del regime”. Qualche amico ha fatto avere a Caracas i 12 punti della fase 2 del piano del CS. Il documento rileva “la sconfitta alle elezioni e la scomposizione interna del regime populista e anti-nordamericano raccolgono l’impatto di successo delle nostre politiche applicate con forze alleate nella regione nella fase 1 di questa operazione”.

Tra i suoi successi, il CSA sottolinea: a) mettere in evidenza il carattere autoritario e violatore dei diritti umani del governo di Maduro (l’asino che parla di orecchie); b) sottolinea il “meccanismo dell’Ordine Esecutivo” (di Tidd) per giustificare lo sviluppo della “nostra politica”, che ha “giustificazione legale nella Costituzione e nelle leggi degli Stati Uniti d’America”; c) ostenta “l’isolamento internazionale” del Venezuela; d) la  “generazione di un clima propizio per l’applicazione della Carta Democratica della OEA “ (più avanti il documento menziona “proprio come abbiamo convenuto con Luìs Almagro Lemes – esattamente  lo stesso segretario dell’OEA), un transfuga che l’ex presidente Pepe Mujica – al conoscere la pugnalata alle spalle che preparava il suo ex cancelliere contro il Venezuela – ha così ‘fulminato’: “mi spiace per la strada che hai preso e so che è irreversibile, per questo ti dico formalmente addio e mi accomiato”; e)  il “mettere  in agenda la premessa di una crisi umanitaria che permetta un intervento con l’appoggio di organismi multilaterali, compresa l’ONU”.
 
Quando si legge il documento,  si ha la conferma che tutto ciò che questo dice si sta realizzando alla lettera e, nello stesso tempo, non si può non ricordare interventi come quello della CIA che rovesciò il presidente Arbenz in Guatemala (1954) o quello dei marines e dell’82° Divisione Aerotrasportata che impedì il ritorno del presidente Juan Bosch nella Repubblica Dominicana (1965), rovesciato precedentemente da un colpo di Stato tele-diretto da Washington – azioni entrambe protette dalla OEA – o il menzognero argomento delle armi di distruzione di massa per invadere l’Iraq (2003), per citare solo tre casi.
 
Washington ha sviluppato un ventaglio di strumenti di controllo delle coscienze e rifondato il concetto stesso di guerra, appoggiandosi sulle ricerche degli accademici al loro servizio e sulle nuove tecnologie, ma ci sono contenuti fondamentali del libretto destabilizzatore e interventista che risalgono al secolo XIX come la campagna mediatica sfrenata.
 
Dal febbraio 2014 l’opposizione – nonostante le sue beghe interne – sta mettendo in opera questo piano, che comprende le “guarimbas” e l’utilizzo di paramilitari colombiani in tutto il territorio venezuelano, i quali si sono impadroniti del comando delle reti delittuose e esercitano la violenza ai fini che servono al piano del CS.
 
C’è anche il piano delle proteste di piazza coniugate con la violenza. Questa settimana, la seconda di due marce nel centro di Caracas – organizzate dall’opposizione , secondo essa per far pressione per la convocazione del referendum revocatorio (di Maduro, n.d.t.) – è finita con studenti e poliziotti bolivariani feriti e con atti vandalici.
 
Come spiega il piano del CS, il referendum è solo un pretesto e lo conferma il fatto che la MUD non ha rispettato i requisiti per convocarlo. A ricordare chi comanda, il CS ha fatto penetrare un aereo militare in Venezuela due volte nei giorni scorsi .
 
Il Venezuela si avvicina come mai ad un punto di definizione, dopo il golpe in Brasile.
 
Il presidente Maduro ha prolungato lo stato di emergenza economica e firmato un decreto che conferisce facoltà eccezionali alle Comuni, ai Consigli di Produzione e Distribuzione e alla Forza Armata Nazionale Bolivariana; ha ordinato esercizi congiunti tra questa e le milizie e suggerito di occupare le fabbriche che la borghesia chiuda.
 
Radicalizzare a fondo la rivoluzione è l’unica strada per schiacciare la controrivoluzione.

 





Courtesy of Centri di Iniziativa Proletaria
Source: http://www.jornada.unam.mx/2016/05/19/opinion/025a1mun
Publication date of original article: 19/05/2016
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=17961

 

Tags: Abya YalaCIAUSAImperialismoAmerica LatinaVenezuela
 

 
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