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English  
 EUROPE 
EUROPE / La costruzione dell'Unione Europea: Un'organizzazione liberale al servizio del capitalismo
Date of publication at Tlaxcala: 14/07/2015
Original: La construction de l’Union Européenne : Une organisation libérale au service du capitalisme
Translations available: Deutsch 

La costruzione dell'Unione Europea: Un'organizzazione liberale al servizio del capitalismo

Saskia

Translated by  Alba Canelli

 

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i paesi capitalisti si trovano in una situazione economica molto complicata, con un debito enorme e paesi da ricostruire fisicamente ed economicamente. Poiché devono equilibrare i loro conti, fanno appello agli Stati Uniti, i quali, dopo aver tratto un buon tornaconto dalla guerra, offrono ai paesi europei il Piano Marshall, un piano di aiuti economici, di prestito. Il progetto è affidato alla OECE (Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea), che ha lo scopo di organizzare una duratura cooperazione economica tra i paesi europei e mettere in atto un programma comune di recupero, l'Economic Cooperation administration e anche l'Export-Import Bank. Diciassette paesi europei ricevono così finanziamenti attraverso il Piano Marshall.

Gli Stati Uniti, grazie al Piano Marshall, emergono come regolatore dell'economia in Europa e come garante dell'imperialismo economico. Possono anche vegliare contro l'insorgenza di qualsiasi movimento comunista ad ovest della Germania, in particolare in paesi come la Francia, dove il Partito Comunista, alla fine della guerra esce notevolmente rafforzato. I liberali europei sostengono al tempo stesso l'idea di una comunità economica, volta a creare gli Stati Uniti d'Europa sul modello americano.
 
Così nel 1951, fu scritto il trattato di Parigi sulla CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), che ha lo scopo di realizzare un mercato comune del carbone e dell'acciaio, abolendo le tariffe e le restrizioni che impediscono la libera circolazione delle merci e la rimozione di sovvenzioni e sussidi accordate alle produzioni nazionali. Questo primo trattato segna l'avanzata del liberalismo economico, ossia il declino del potere statale sulla produzione economica, il progresso della supremazia dell'industria capitalistica sulla produzione, la deregolamentazione della produzione. I paesi interessati dal trattato sono la Germania, l'Italia, il Belgio, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Francia.

I liberali non sono interessati solo al campo industriale, ma mirano anche ad affiancare all'unione economica un'unione politica e militare, per fronteggiare l'alleanza dei paesi socialisti che costituivano il Patto di Varsavia.
 
In effetti, si risveglia anche un'idea di difesa militare europea. Dopo lo scoppio della guerra di Corea nel 1950, è Jean Monnet ad assumere l'iniziativa di proporre la CED (Comunità europea di difesa), un esercito europeo che avrebbe, naturalmente, reintegrato l'esercito tedesco dell'ovest, permettendo la rimilitarizzazione della Germania di fronte alla nascita di stati socialisti, tra cui la DDR.
 
Ma la costruzione di un esercito europeo doveva esser accompagnata anche da una Comunità politica europea (CPE), una federazione di Stati europei sul modello degli Stati Uniti. Entrambe le idee vengono poi abbandonate. Tuttavia, nel 1955, in risposta al Patto di Varsavia, viene dato impulso a nuovi progetti, tra cui Euratom e la CEEA, progetto per l'energia atomica. La Comunità europea diventa il supporto per i paesi europei, della lotta contro l'Unione Sovietica e i suoi alleati, sul piano economico con il libero scambio, ma anche come deterrente atomico.
 
Il trattato di Roma del 25 marzo 1957 conferma la costruzione di una cooperazione economica, ma soprattutto politica con la CEE. Il trattato ha innanzitutto la particolarità di non avere un limite temporale, a differenza della CECA che aveva un limite di 50 anni. Il trattato di Roma non ha neanche una procedura di revoca. E' anche collegato all'associazione dei cosiddetti territori d'oltremare (in realtà colonie), che garantisce la cooperazione commerciale (zona di libero scambio) tra di loro e ciascuno degli Stati membri della CEE e la cooperazione finanziaria con la FED, quest'ultima come strumento del neo-colonialismo. Va sottolineato che nel 1957, un certo numero di ex colonie hanno ottenuto la loro indipendenza attraverso la lotta. Il trattato estende la cooperazione a quasi tutti i settori economici (tranne i domini pubblici), che sono soggetti al mercato comune, vale a dire l'unione doganale, in cui sono abolite tariffe.
 
Il trattato di Roma ha stabilito poteri sovranazionali che riguardano in particolare i trasporti, l'agricoltura e le politiche commerciali. La Commissione europea assicura l'attuazione degli obiettivi del Trattato, il Consiglio europeo ha il potere decisionale e il Parlamento europeo ha una funzione consultiva.
 
Nel 1979, il Consiglio europeo ha preso la decisione di creare lo SME (Sistema Monetario Europeo), anche attraverso il Fondo europeo di cooperazione monetaria. In effetti, l'ERT (Tavola Rotonda Europea degli industriali) spinge la CEE a introdurre una moneta unica che avrebbe permesso di eliminare le barriere commerciali tra i paesi, uno degli ultimi ostacoli alla liberalizzazione europea. L'Unione europea fissa quindi l'obiettivo nell'accordo di Maastricht del 1991. Dal 1985, l'abolizione dei controlli alle frontiere comuni è messo in atto dall'accordo di Schengen, che prevedeva l'abolizione dei controlli alle frontiere e all'interno dell'Unione. Tuttavia, l'accordo di Schengen prevede inoltre il rafforzamento delle istituzioni europee, ampliando le loro aree di competenza, compresa la politica estera e la ricerca, presagendo dunque un'unione politica, ossia l'approfondimento della governance europea a detrimento dell'autodeterminazione e della sovranità nazionale. Ciò è sigillato nel trattato di Lisbona, firmato nel 2007, che prevede la realizzazione di una costituzione europea e rafforza l'indipendenza dell'Unione europea nei confronti degli Stati. La governance dell'Unione europea si afferma verticalmente, con le decisioni che non sono cooperative ma autoritarie: non si stabilisce pari tra pari, ma costituisce un potere sovranazionale al di sopra della sovranità nazionale.

Oltre a ciò, si basa sulla disuguaglianza e la concorrenza. In effetti, l'UE ha istituzionalizzato meccanismi di cooperazione ma congela i rapporti tra i paesi europei. Non è una forza di pace come dimostra il suo programma di energia atomica (Euratom), il suo ruolo nella disgregazione della Jugoslavia e nella guerra civile che ne seguì, o il suo recente intervento imperialista in Ucraina che produce oggi una situazione catastrofica.
 
http://tlaxcala-int.org/upload/gal_10906.jpg




Courtesy of Tlaxcala
Source: http://www.michelcollon.info/La-construction-de-l-Union.html?lang=fr
Publication date of original article: 05/07/2015
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=15251

 

Tags: Unione EuropeaEuropaNATOPiano MarshallGuerraCapitalismoNeoliberismoStati UnitiCEECECASMETrattato di LisbonaTrattato di RomaUEUcrainaSovranitàEuratomJean Monnet
 

 
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