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 CULTURE & COMMUNICATION 
CULTURE & COMMUNICATION / Paulo Freire e la storia di un manoscritto
Date of publication at Tlaxcala: 28/10/2014
Original: Paulo Freire y la historia de un manuscrito
Translations available: Português/Galego  Türkçe  English  Français 

Paulo Freire e la storia di un manoscritto

Pablo Gentili

Translated by  Alba Canelli

 

E' stato 46 anni fa, quando nel Sud, come ora, cominciava la primavera.

 
Paulo Freire fu esiliato in Cile, dove arrivò dopo il colpo di stato militare che avrebbe portato, in Brasile, ad una delle più lunghe dittature latinoamericane. Era un giorno come tanti altri a Santiago. Paulo Freire aveva invitato i suoi amici Jacques Chonchol e Maria Edy per conversare e condividere il suo piatto preferito: la "galinha cabidela", una specialità di origine portoghese e molto popolare nel nord-est brasiliano, che la sua compagna Elza preparava magistralmente. Freire aveva conosciuto Chonchol al suo arrivo in Cile e lui gli aveva offerto un posto di lavoro presso l'Istituto di Sviluppo Agricolo (INDAP), di cui era vice presidente. Freire svilupperà lì parte della sua esperienza di educazione popolare nei settori rurali.
 
Divennero grandi amici.
 

Jacque Chonchol, ex ministro di Salvador Allende e uno dei grandi intellettuali cileni contemporanei

Quella sera, nel salutarsi, Freire disse di voler offrire loro un ricordo in segno di gratitudine per gli anni di lavoro insieme: il manoscritto di un libro scritto in perfetto corsivo, quasi senza cancellature e diviso in quattro capitoli. Nella dedica ai suoi cari Jacques e Maria Edy, scrisse: "Vorrei che riceveste questo manoscritto di un libro che forse non serve, ma che incarna la profonda convinzione che ho negli uomini".

L'anno seguente, Freire si trasferì negli Stati Uniti, trascorse undici mesi all'università di Harvard. Portava con sé una copia del manoscritto lasciato a Chonchol e sua moglie. Il testo sarebbe stato pubblicato in inglese per la prima volta nei primi mesi del 1970. Nasce così una delle opere che hanno avuto più importanza ed l'influenza sul pensiero pedagogico e sociale globale della seconda metà del XX secolo: La Pedagogia degli oppressi.
 

Paulo Freire, 1921-1997

Jacques Chonchol aveva conosciuto Freire quando era un attivista della Democrazia Cristiana e lavorava nel governo di Eduardo Frei Montalva, dal quale si alienava politicamente, essendo il fondatore del Movimento di Azione Popolare Unitaria. Il MAPU è stato uno dei maggiori partiti della sinistra cilena, che contribuì al trionfo elettorale di Salvador Allende nel mese di novembre 1970. Chonchol è stato Ministro dell'Agricoltura del governo di Unità Popolare.

Il colpo di stato che rovesciò Allende e mise in marcia la dittatura del generale Pinochet, obbligò Chonchol all'esilio in Francia per oltre 20 anni, dove fu direttore dell'Istituto di Studi latino-americani presso l'Università di Parigi.
 
Prima di partire per l'esilio, Chonchol fu rifugiato per nove mesi presso l'ambasciata del Venezuela. La sua casa, come quella di tanti altri attivisti e intellettuali di sinistra, fu saccheggiata dalle forze militari nazionali in diverse occasioni, la sua biblioteca distrutta, i suoi libri bruciati e tutto ciò che aveva valore, rubato.
 
Il manoscritto de La Pedagogia degli oppressi è sopravvissuto a tutti questi oltraggi. Inconsapevoli della sua importanza o ignorando cosa fosse, nessun militare distrusse la cartella che conteneva più di 200 pagine scritte da Paulo Freire. La madre di Chonchol, attraverso sua sorella, avrebbe mandato il documento a Parigi qualche anno più tardi. "Quando tornai in Cile, lo portai con me, e qui continuai a conservarlo religiosamente", ha detto in un'intervista con José Eustaquio Romão.

In Cile, la dittatura ha avviato una lotta feroce contro il pensiero critico, assassinando intellettuali e studenti, insegnanti e giovani dentro e fuori delle università. Decreti e ordini marziali censuravano libri e autori. "Uccidevano persone e parole", come ha detto la grande scrittrice argentina, Laura Devetach.

Nei roghi dei libri pensanti, la dittatura cilena alimentava la sua speranza di un mondo dominato dal silenzio, dalla paura e dall'oppressione.

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Militari cileni bruciano libri dopo il colpo di Stato di Pinochet
Foto Koen Wessing / Nederlands Fotomuseum


La dittatura argentina, cercava di emulare i suoi vicini, in quel curioso esercizio di due paesi quasi sempre disposti a disprezzarsi, per le loro virtù e legati dai fantasmi di una storia  che li rende tragicamente simili. Migliaia di libri sono stati censurati in Argentina, migliaia bruciati, i loro autori e i loro lettori, brutalmente assassinati e scomparsi, per l'imperdonabile delitto di sognare un mondo più giusto, più equo e libero.

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Il 16 dicembre 1976 la rivista Gente, una rivista che ha dato il suo pieno sostegno alla dittatura militare, pubblicò una " Lettera aperta ai genitori Argentini ", nella quale scriveva:
"Se mandi il tuo bambino ad una scuola-religiosa o laica soddisfi appena un obbligo civile. Questa non è la cosa più importante. La cosa importante è che sia conforme anche alle leggi morali della sua società e della sua cultura.
Come? Non è così difficile. Interessarsi ai libri che gli insegnanti o i sacerdoti raccomandano a tuo figlio. Diffidare di attività scolastiche che non riguardano strettamente materie pincipali, come la catechesi o la morale. Non guardare con indifferenza o assoluta conformità altre attività che si prestano a deviazioni: campi, incontri conviviali, ritiri, visite alle baraccopoli.  Avete una grande responsabilità in questo.
Poiché non sapete, o non potete sapere, che volto ha il nemico, o com'è travestito. Portate, donate il vostro bambino alla scuola per molte ore al giorno, a volte per settimane intere, e ignorate ciò che accade. Sicuramente saranno istruiti come dovrebbero. Ma è possibile che non sia così. E un giorno, quando vostro figlio comincia a discutere con voi, mettendo in discussione le vostre opinioni, parlando di "divario generazionale", affermerà che tutto ciò che si impara a scuola è buono e tutto ciò che si impara a casa è cattivo o sbagliato, sarà già troppo tardi. Vostro figlio sarà ipnotizzato dal nemico. La sua mente è di un altro. Da qui alla tragedia il passo è breve e veloce. Se ciò accade e un giorno dovrete andare all'obitorio per identificare il corpo di vostro figlio o figlia, non potrete incolpare il destino o il fato. Perché avreste potuto impedirlo.
 
Per esempio: Sapete che cosa legge vostro figlio? (...) Per questo, per tutto questo e molto altro ancora, prudenza. Attenzione. Sorveglianza. Analizzate le parole che vostro figlio impara ogni giorno a scuola. Ci sono parole altisonanti, musicali che sono piene di bellezza, ma che contengono la chiave che il nemico utilizza per invadere la mente di vostro figlio. Un certo tono classista nei commenti, la parola "compromesso" descrizioni del mondo come un mondo di poveri e ricchi, e la storia come un'eterna lotta di classe".
Di seguito, nella "lettera" attaccava l'opera di Paulo Freire, che accusava di produrre "anarchia". Il 25 ottobre 1978 il Ministero della Pubblica Istruzione argentino, attraverso la Circolare n 250, proibì la lettura e la distribuzione di opere di Paulo Freire in tutto il paese.

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La crudeltà inquisitoria è stata tale che lo stesso Ministero ha pubblicato nel 1977, l'opuscolo: Subversión en el ámbito educativo (conozcamos a nuestro enemigo), in cui si affermava che le attività sovversive cominciarono nell'educazione della prima infanzia, e nella prima infanzia, "attraverso gli insegnanti ideologicamente catturati per influenzare le menti dei giovani studenti, favorendo lo sviluppo di idee e comportamenti ribelli adatti per l'azione da sviluppare in futuri livelli. (...) Tenendo presente questi fondamenti essenziali, gli editoriali marxisti proclamano di offrire 'Libri utili' (...) che li aiuteranno a non avere paura della libertà".
 
Distruggere i libri per distruggere il futuro. Ridurre in cenere il pensiero.
 
Hanno cercato di farlo. Non ci sono riusciti. Non ci riusciranno.
 
Questa è la storia del manoscritto La Pedagogia degli oppressi, che ha resistito al tempo protetto da un mistero che alcuni chiamano "miracolo" ed altri attribuiscono alla persistente supremazia della libertà sull'oppressione.
 
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Note

1- All'inizio di quest'anno, nel mese di febbraio 2014, il manoscritto Pedagogia dell'oppresso, che era ancora sotto la protezione di Jacques Chonchol, è stato donato alla Biblioteca Nazionale del Brasile. L'istituto Paulo Freire e il suo direttore, Moacir Gadotti così come José Eustaquio Romão, ex ministro della Pubblica Istruzione del Brasile, Aloizio Mercadante, e l'attuale vice segretario esecutivo del ministero, Francisco das Chagas Fernandes, sono stati responsabili di questo evento storico. Un'edizione facsimile è stata pubblicata da tali istituzioni e dall'università Nove de Julho, di San Paolo.

2- La Biblioteca Nazionale dell'Argentina ha pubblicato un eccellente lavoro di ricerca, svolta sotto il coordinamento di Gabriela Pesclevi.  Libros que muerden realizza un dettagliato inventario della letteratura infantile e giovanile censurata dalla dittatura che devastò il paese dal 1976 al 1983. Si tratta di un'opera fondamentale per la rigorosità dei documenti, oltre ad essere superbamente curata.

3- La Scuola delle Arti e la Biblioteca Nicanor Parra dell'Università Diego Portales del Cile, al 40° anniversario del colpo di stato che ha rovesciò il presidente Salvador Allende, hanno organizzato la mostra "Libros quemados, escondidos y recuperados a 40 años del golpe" (Libri bruciati, nascosti e recuperati a 40 anni dal golpe). L'evento è stato un'importante modo di dare visibilità ad una delle dimensioni della politica repressiva esercitata nel paese durante la dittatura militare.

Scaricare il libro

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Courtesy of Tlaxcala
Source: http://blogs.elpais.com/contrapuntos/2014/09/paulo-freire-y-la-historia-de-un-manuscrito.html
Publication date of original article: 22/09/2014
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=13775

 

Tags: Paulo FreireCileStoriaAbya YalaAmerica LatinaJacques ChoncholEmancipazioneIstruzioneFascismoPinochetDittaturaCensuraArgentinaBrasilePedagogia degli Oppressi
 

 
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