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 04/07/2020 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 IMAGE AND SOUND 
IMAGE AND SOUND / An Injury to One (Se toccano uno), un film de Travis Wilkerson (2002)
Date of publication at Tlaxcala: 02/03/2014
Original: An Injury to One, a Film by Travis Wilkerson (2002)
Translations available: Español  Français 

An Injury to One (Se toccano uno), un film de Travis Wilkerson (2002)

Travis Wilkerson

Translated by  Francesco Giannatiempo

 

 

USA, 2002
Bianco e nero e a colore
16 mm., 53’.
Regista: Travis Wilkerson
Copione: Travis Wilkerson
Cinematografia: Travis Wilkerson
Musica: Varie
Edizione: Travis Wilkerson
Suono: Travis Wilkerson
Produttore: Susan Fink
Società di produzione: Up Front Films
Sottotitoli italiani: Francesco Giannatiempo, Tlaxcala

 


Se toccano uno: un film de Travis Wilkerson

 

por Peter Rachleff

Nel 2005 c’è stata la commemorazione del 100mo anniversario della fondazione del’ Industrial Workers of the World, l' I.W.W., popolarmente conosciuto come i "Wobblies." La più radicale delle organizzazioni sindacali di massa di tutta la storia degli Stati Uniti, rappresentati dallo slogan "Se toccano uno, toccano tutti," visto che riunivano lavoratori qualificati e non, immigranti e nativi, donne e uomini, bianchi e di ogni colore. Praticavano l’internazionalismo arrivando a estendersi non solo in Canada e Messico ma anche in tutto il resto del mondo. Gli attivisti wobblies impiegavano tattiche creative come "incrociare le braccia sul lavoro," lo "sciopero bianco," e il "sabotaggio", chiamando allo sciopero generale per la "libertà industriale." Formularono la visione di una nuova forma di ordine industriale, sociale e politico, in cui i lavoratori avessero la possibilità di non rispondere ad altra autorità al di sopra delle proprie organizzazioni collettive. E utilizzarono la cultura come un’arma, a partire  dalla poesia fino alle vignette, passando per la musica, per i murales, gli spettacoli drammatici di rievocazione storica e le opere teatrali. [1]
 
Ci sono state molte lotte difficili ed eroiche nella breve storia dei Wobblies – le lotte per la "libertà di espressione" da Chicago al Pacifico nordoccidentale; le lotte dei boscaioli e dei lavoratori agricoli migranti dalle foreste del Nord (Northwoods) fino alle pianure; lo sciopero “Pane e Rose” del 1912 di Lawrence, Massachusetts; gli scioperi dei lavoratori della seta e del tessile di Paterson; lo sciopero del 1916 di Iron Range; la “deportazione” dei lavoratori di Bisbee, Arizona, moltissimi altri. In quelle lotte, decine di migliaia di lavoratori si guadagnarono un senso di potere e di capacità delle proprie  azioni, di educazione politica, e l’esperienza con il sindacalismo industriale militante che più tardi avrebbe sostenuto la creazione dei nuovi sindacati industriali degli anni 30 (p.e. il "CIO" o Congresso delle Organizzazioni Industriali). Ma  in quelle lotte, ci furono anche attivisti che vennero incarcerati, deportati, e addirittura assassinati, creando così un pantheon di eroi. [2]
 
Frank Little è stato uno di quegli attivisti martirizzati. Nato nel 1879 in Oklahoma da un padre bianco e una madre Cherokee, divenne un "organizzatore infaticabile," un "agitatore," muovendosi da una lotta di classe all’altra durante il secondo decennio del 20mo secolo. Nell’estate del1917, in piena Prima Guerra Mondiale, fu fonte di ispirazione e di vedute per i 16.000 minatori in sciopero contro la Anaconda Copper Company a Butte in Montana. Il 1° agosto, alcuni uomini mascherati lo sequestrarono dalla pensione in cui alloggiava, lo legarono al paraurti di un’automobile, lo trascinarono alla periferia della città, lo pestarono e lo torturano e infine lo impiccarono al cavalletto di un ponte ferroviario. Sul suo corpo attaccarono un biglietto su cui era scritto: "Prendete Nota Voi Altri. Primo e Ultimo Avvertimento: 91cm-213cm-195cm." Secondo il cineasta Travis Wilkerson, quei numeri erano le misure di una tomba del Montana, usati dai vigilantes come messaggio per significare "giustizia di frontiera." Le autorità locali decretarono che lui venne “assassinato da persone sconosciute”, e non proseguirono con ulteriori indagini. Ottomila persone tra uomini e donne marciarono dietro il suo corteo funebre, l’evento di massa di questo tipo più grande nella storia di Butte. Come conseguenza della morte di Little, le autorità decretarono la legge marziale, arrestarono centinaia di organizzatori dell' I.W.W. accusandoli di "spionaggio" e di "sedizione," facendo fallire lo sciopero e schiacciando il sindacato.
 
La legge di sedizione del Montana divenne il modello per la legge federale, e l’ondata repressiva di Butte si trasformò nel modello per le "retate federali di Palmer" (così chiamate grazie al Procuratore Generale A. Michell Palmer), che nel 1920 distrussero il sindacato I.W.W. come organizzazione valida. [3]

Il centenario della fondazione dei Wobblies e anche la memoria di quegli eventi violenti e dolorosi che ebbero luogo a Butte sono stati commemorati nel 2005: l'I.W.W., che tuttora esiste,  con l’aiuto di studiosi attivisti ha realizzato
una esposizione di arti figurative itinerante per gli Stati Uniti. [4] Poeti, cantautori, muralisti, drammaturrghi e altri artisti hanno offerto il loro talento per raccontare  quelle storie  e contribuire a mantenerle vive per le nuove generazioni. La poetessa e drammaturga Naomi Wallace ha scritto un magnifico poema su Little che merita una più ampia diffusione. [5] Ha scritto:
 
MORTE DI UN WOBBLY IN MONTANA, 1917

Sente la folla sollevarsi fuori dalla piccola cella:
uno stagnino, un sarto, alcuni scolatori di birra pagati
dalla banca, con le lingue acri e ubriachi,
le corde lubrificate a far sudare le loro mani. Non ci sono sbirri in giro.

La porta doppia si stacca dai cardini
mentre la bocca del prigioniero rimane senza saliva.
i cittadini irrompono nella sua cella
con tubi d’acciaio e lo trascinano verso i binari.

Venti, trenta paia di mani finiscono ovunque,
al suo collo, alle sue caviglie, tra le sue gambe,
ginocchiate, pugni e qua e là qualcosa
di più terrificante dei colpi: una carezza.

La sua carne resiste a questa  atrocità, ma le sue  membra
scorrono via come l’acqua. Sporco Rosso,
ammazza poliziotti, sindacalista bastardo, wobbly
scansafatiche. La folla si sta prendendo la giustizia in mano.

L’intera città trema dietro le sue porte
e lui è al centro di una folla in tumulto
che odora di bambino, di piscio, di influenza e caramelle.
Questo è l’anno delle rivolte razziali, del Ku

Klux Klan e della coscrizione. Questo è l’anno
dell’iprite e delle diserzioni militari,
i soldati accatastati nel fango belga
a Passchendaele, i loro cuori morti fatti
 
a pezzi nei toraci come giocattoli a  buon mercato.
Questo è l’anno in cui gli scioperanti si prendono Pietrogrado.
Questo è il decennio del sogno, osceno
nella sua brama e nella sua grandezza, quando le orde

e il sudiciume reclamano i macchinari, quando
il caos incrocia le braccia e il mondo semplicemente si ferma.
I mercenari, poveri come ogni altro,
ingrossano le acque, ricchi di omicidio
 
e ricompense. L’uomo del sindacato crede di non dover
morire in questo modo, nel terrore. Lui vuole
piangere e supplicare, ma non può, la sua bocca gira vorticosamente
con denti rotti e sangue. Alcuni dei suoi rapitori
 
non hanno denti. Farfugliano bestemmie come un
lattante. Altri canticchiano, dementi
nel loro desiderio di lasciare il segno sul
decennio, di lasciare il segno sull’anima di qualcuno,
 
di chiunque. Il capo è un fornaio.
La farina bianca forma un velo che setaccia
la sua faccia mentre lancia la lunga corda oltre
il cavalletto, l’altra cima intorno

al collo del giovane. E poi bruscamente
il delirio finisce. C’è tanta calma che possono
sentire il fiume respirare contro le rocce.
Portano il prigioniero vicino al ponte.

Questo è l’anno in cui gli USA entrano
nella prima guerra mondiale  e i britannici prendono 
Baghdad. Questo è il mese in cui i ricchi
di Butte in Montana, pagano i poveri 

affinché sopprimano uno di loro. Questa è l’ora
in cui il fiume si fa il segno della croce, pallido
alla luce mattutina dell’assassinio. Eppure
l’acqua che il prigioniero sente di sotto
 
non arriverà mai a coprirlo. Penzolerà dal
cavalletto nel suo vestito nero come un  pezzo
caduto dal cielo. Se questo giorno sta facendo
storia, questo wobbly non lo saprà mai.

Non può più vedere, perché i suoi occhi
sono andati, piccole gemme blu sotto gli stivali
di uomini perduti. Le mani che lo pestavano
sono ora più morbide, come le ali di un uccello 

sott’acqua. Persino le parole anarchico,
maiale, traditore, sembrano carezze. Ma una voce
si eleva dallo sciame (o sono due?) 
e gli sussurra accanto: Perdonami, ed è la voce
 
dalla mano pesante, che centra la morte sulle sue spalle.
E appena il prigioniero non tocca più terra,
vuole dirgli: Ti Amo, visto che in tutta la sua vita lo ha detto
solo due volte
e non sembrano
 
abbastanza La voce supplica ancora:
Perdonami, ma il giovane uomo dice: No.
 
Se toccano uno, il film straordinario di Travis Wilkerson, offre un ricco impegno culturale con la storia dei Wobblies. Ma il film di Wilkerson non è solo un progetto culturale, avendo adottato anche un approccio particolarmente civile al suo soggetto: piuttosto che offrire una semplice narrativa dei Wobblies, della vita e della morte del sindacalista Frank Little e della lotta di classe a Butte, nel Montana, ai primi del 20mo secolo, Wilkerson ha scelto di avvicinarsi a questi temi in maniera meno diretta, più intuitiva e più creativa. Come sostiene nel film, siccome la maggior parte della documentazione storica si è persa o è andata distrutta, e siccome i fatti più importanti che rimangono sono stati modellati plasmati in maniera schiacciante  dall’azienda, raccontare la storia di Frank Little diventa un progetto creativo, non è solo l’assemblaggio di frammenti di informazioni e una lettura tra le righe dei resoconti ufficiali e di notizie truccate, ma anche un tessuto creativo di diverse fonti che potrebbero non sembrare, a prima o seconda vista, avere tra loro una relazione logica.

Uno spettatore disattento di questo film potrebbe sentirsi schiacciato dall’informazione frammentaria, dalle foto d’archivio senza riferimenti e dalle immagini d’epoca – strutturalmente granulose – e dalle proiezioni di testo frammentato. Ci sono riferimenti occasionali a date che sembrano piuttosto blandi, testi di canzone differiti dalla narrative del film, vignette e manifesti senza titoli, e numeri il cui significato non viene pienamente spiegato. Si viene tentati di chiedersi se questo è il primo film “postmoderno” sulla storia del lavoro Ma l’apparente follia di Wilkerson è sottesa da un notevole metodo, che offre risultati interessanti ed efficaci.

È impossibile non essere catturati dalla pura bellezza  di ciò che ha creato. Il ritmo, il suono, i colori, il testo, le immagini, tutto viene mescolato nell’antitesi di una massa disorganizzata di cianfrusaglie, da cui emerge una rara bellezza che si offre allo spettatore. Ma non bisogna limitarsi solo a questo. L’uso che Wilkerson fa del testo, in una sorta di esagerazione  dell’uso della segnaletica brechtiana, spinge lo spettatore a pensare con la propria testa, a seguire non solo il linguaggio ma anche le idee, a rifletterci sopra. Se toccano uno inizia con una rappresentazione riga per riga, addirittura parola per parola, delle prime righe del “Preambolo” dell' I.W.W.: "La classe dei lavoratori e il padronato non hanno niente in comune. . . ." Il ritmo e l’allocazione del testo sembrano incoraggiare gli spettatori a rimuginare su ogni singola parola. Nei momenti chiave del film, il testo parlato, quello proiettato, la musica e gli effetti visivi si scontrano in giustapposizione, benché il ritmo rimanga sempre lento abbastanza da lasciare tempo per pensare.
 
Allo stesso tempo, Wilkerson dimostra il proprio sforzo per combinare i pezzi sparsi: le sue capacità di tesserli insieme risultano semplicemente stupefacenti. All’inizio del film, presenta la storia di Dashiell Hammett e del suo popolarissimo romanzo poliziesco “noir” – “ Raccolto rosso” -, ambientato a Poisonville, eufemismo che Hammett usa per identificare Butte. In questo punto del film, Wilkerson sembra che stia semplicemente stabilire l’ubicazione di Butte nella cultura popolare degli USA. In seguito, tuttavia, riprende il filo di Hammett e lo usa per tesserlo insieme ad altre informazioni per costruire un argomento convincente. Rileva che la più grande amica di Hammett - Lillian Hellman – scrisse che Hammett le aveva svelato che, mentre era stato alle dipendenze  dell’Agenzia Investigativa Pinkerton durante la Prima Guerra Mondiale, la Ananconda Copper Company gli aveva offerto 5.000 dollari per uccidere Frank Little. Ed è a questo punto, confermato da Hammett, che lui aveva realizzato quanto profonda fosse la corruzione nella società usamericana. Alla fine del film, Wilkerson narra la storia di uno stormo di oche che, imbattutosi in una tempesta nel novembre del 1995, atterrò nel Lago Berkeley, una massa di acqua larga un chilometro e mezzo e profonda duecentosettantacinque metri, a Butte. Localmente noto come "il Pozzo Berkeley" ("inutile come una ferita  aperta," aggiunge Wilkerson), questo lago artificiale è pieno di acqua contaminate simile nella sua composizione  all’acido delle batterie. È la massa d’acqua contaminate più grande degli Stati Uniti. Diverse centinaia di oche morirono di lì a uno o due giorni. Butte era letteralmente diventata l’incarnazione della “Poisonville." di Hammett [6]

Wilkerson countrappone e intreccia altri frammenti di informazione per costruire la propria analisi. Desidera che gli spettatori si sforzino di arrivare al cuore della storia di Little tra la nebbia e i miasmi dei racconti ufficiali. Nella sua narrazione, ripete "Si dice... Si dice " (nei quotidiani di Butte) che fosse un "agitatore," che praticasse la "sedizione," che spingesse i minatori alla violenza. Ma la narrazione di Wilkerson fa notare che l’ordine economico creato da Anaconda e protetto dai locali e dal governo creò le condizioni in cui 10.000 minatori morirono per incidenti, ferimenti e malattie. La mortalità delle miniere di Anaconda era più alta delle trincee europee durante la Prima Guerra Mondiale, come rileva Wilkerson, e appena più avanti nel film, aggiunge che Anaconda ricavò qualcosa come 25 miliardi di dollari di profitti a Butte, prima di abbandonare la comunità e lasciarla totalmente contaminata. Quando Wilkerson narra ai suoi spettatori che i quotidiani locali riportavano il fatto che Little "descriveva l’immagine di un mondo diverso," viene difficile non riflettere  cosa potesse essere stata quell’ “immagine” e quanto differiva dalla comunità dominata dall’azienda in cui lui trovò la sua morte.
 
Tra le centinaia di Wobblies arrestati per "sedizione" sulla scia dello sciopero, Wilkerson trova, ironia della sorte, un individuo di nome "Joseph McCarthy"! Appena lo cita per la prima volta, lo spettatore potrebbe trovare una tale notizia ghiotta come grasso che cola per un’ironica lettura postmoderna. Ma in seguito nel film, Wilkerson ritorna sul tema del maccartismo e sull’influenza del persecutore-di-rossi del Wisconsin degli anni 50. Dashiell Hammett stesso venne arrestato e incarcerato nel 1951 dalla Commissione senatoriale di McCarthy per essersi rifiutato di fare i nomi. La voce narrante suggerisce che è stato proprio sulla base di quest’esperienza che Hammett fece la sua confessione a Lillian Hellman circa l’offerta di 5.000 dollari ricevuta nel 1917 per uccidere Little. In maniera criptica e potente, Wilkerson aggiunge: "Talvolta nelle menti complesse è la più semplice delle esperienze ad accelerare i meccanismi che già erano in movimento."

Wilkerson non sembra accontentarsi di legare solo la dominazione capitalista alla repressione governativa, la repressione locale a quella nazionale, la storia del lavoro a  quella dell’ambiente, la cultura popolare alla storia della lotta di classe. Narra questa storia in maniera tale da legare il passato al presente, portando i suoi spettatori nella Butte contemporanea, offrendo curiosità, toccando immagini degli abitanti che lavorano e giocano, e narrandoci che “dopotutto la città resiste”." Tuttavia, basandosi sulla storia dell’oca ribelle, ci suggerisce che, malgrado la distruzione dei documenti, la riduzione al silenzio dei testimoni, e la cappa repressiva, "la storia non può essere tanto facilmente purgata." Le oche stesse ci  "conducono alla scena di un crimine."

Alla fine,  conclude Wilkerson, la storia dell’assassinio di Frank Little dimostra che "se toccano uno" è, fondamentalmente, essenzialmente, criticamente, come se "toccassero tutti."
 
 Note

[1]  Sulla storia dell' I.W.W., i lettori possono consultare Salvatore Salerno,
Red November, Black November (Albany: State University of New York Press, 1989); Melvyn Dubofsky, We Shall Be All (Urbana: University of Illioins Press, 2000); Joyce Kornbluh, ed., Rebel Voices (Ann Arbor: University of Michigan Press, 1964); Steve Golin, The Fragile Bridge (Philadelphia: Temple University Press, 1988); David Goldberg, A Tale of Three Cities (New Brunswick: Rutgers University Press, 1989); Ralph Chaplin, Wobbly: The Rough-and-Tumble Story of an American Radical (Chicago: University of Chicago Press, 1948).

[2] Franklin Rosemont,
Joe Hill: The IWW and the Making of a Revolutionary Working-Class Culture (Chicago: Charles H. Kerr, 2003). Bisognerebbe leggere la critica mozzafiato di questo libro, che copre parecchi altri temi e argomenti vitali, Peter Linebaugh, "Rhymesters and Revolutionaries: Joe Hill and the IWW," CounterPunch, October 5, 2003 (counterpunch.org/linebaugh10032003.html).
 
[3] William Preston, Aliens and Dissenters (NY: Harper and Row, 1963); Tom Copeland, The Centralia Tragedy of 1919 (Seattle: University of Washington Press, 1993).
 
[4] Per ulterior informazioni su questo progetto, contattare Paul_Buhle@Brown.edu.

[5] Naomi Wallace, "Death of a Wobbly in Montana, 1917,"Massachusetts Review 40:1 (Spring 1999). L’ultima opera di Wallace, "Things of Dry Hours," esplora le vita intima ed esterna di un comunista afro-usamericano nella Birmingham (Alabama) del 1932. Ha inaugurato con la prima mondiale nella metà dell’aprile del 2004 al Pittsburgh Public Theater. Per un’altra elegia impressionante sugli attivisti dell' IWW, si veda l’inizio di “Letter to an Imaginary Friend” di Thomas McGrath (Chicago: The Swallow Press, 1970). Mark Nowak, editore della rivista  “XCP: CROSS CULTURAL POETICS” (si veda bfn.org/~xcp/ o via  e-mail manowak@stkate.edu) sta scrivendo un poema epico intitolato "1916; The Mesabi Miners’ Strike Against U.S. Steel." di cui alcune parti sono comparse su riviste indipendenti come CHAIN, TRIPWIRE, e FACTURE.)

[6] Sull’attuale contaminazione di Butte, si veda Jeffrey St. Clair, "Something About Butte," CounterPunch, January 4, 2003 (counterpunch.org/stclair01042003.html). Sulla storia di Butte, si veda David Emmons, The Butte Irish: Class and Ethnicity in an American Mining Town, 1875-1925 (Urbana: University of Illinois Press, 1989).

►Peter Rachleff è Professore di Storia al Macalester College. Le sue  numerose pubblicazioni comprendonoBlack Labor in Richmond, 1865-1890 (University of Illinois Press, 1989) e Hard-Pressed in the Heartland; the Hormel strike and the Future of the Labor Movement (South End Press, 1993).

 Fonte : http://mrzine.monthlyreview.org/2005/rachleff010805.html

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=11448
Publication date of original article: 19/06/2002
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=11572

 

Tags: Travis WilkersonAn Injury to OneSe toccano unoFrank LittleAnaconda Copper CompanyButteMontana
 

 
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