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 24/07/2016 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / Questo accordo transatlantico è un attacco frontale alla democrazia
Date of publication at Tlaxcala: 28/11/2013
Original: This transatlantic trade deal is a full-frontal assault on democracy
Translations available: Español 

Bruxelles tace su un trattato che potrebbe consentire a corporazioni avide di sovvertire le leggi, i diritti e la sovranità nazionale
Questo accordo transatlantico è un attacco frontale alla democrazia

George Monbiot

Translated by  Alba Canelli

 

Ricordate quel referendum a proposito della creazione di un mercato unico con gli Stati Uniti? Sapete, quello che chiedeva se le imprese dovessero avere il potere di sovvertire le nostre leggi? No? Nemmeno io. Guardate, l'altro giorno ho trascorso 10 minuti cercando il mio orologio prima di rendermi conto che ce l'avevo addosso. Dimenticare il referendum è un altro segno di invecchiamento, in quanto deve essercene stato uno, giusto? Dopo tutto quel tormentarsi riguardo al fatto di entrare o meno nell’Unione Europea, il governo non avrebbe ceduto, senza consultarci, la nostra sovranità a qualche tenebrosa entità non democratica, vero?

Lo scopo del Partenariato Transatlantico su Commercio e Investimenti è quello di eliminare tutte le differenze normative tra le nazioni americane ed europee. Ne ho parlato due settimane fa. Ma ho tralasciato il tema più importante: la notevole capacità che garantirebbe alle grandi imprese di far fuori giudizialmente i governi che tentano di difendere i propri cittadini. Consentirebbe a una giuria chiusa di avvocati delle imprese di revocare la volontà del parlamento e di distruggere le nostre protezioni legali. Tuttavia i difensori della nostra sovranità non dicono nulla. Il meccanismo attraverso il quale si ottiene ciò è noto come risoluzione di dispute tra stato e investitore. E’ già stato utilizzato in molte parti del mondo per affossare le norme che proteggono le persone e il pianeta.

Il governo australiano, dopo grandi dibattiti fuori e dentro il parlamento, aveva deciso che le sigarette andassero vendute in pacchetti anonimi, contrassegnati solo da sconvolgenti ammonimenti sui rischi per la salute. La decisione era stata convalidata dalla Corte Suprema australiana. Ma, utilizzando un accordo di scambio firmato dall’Australia con Hong Kong, la compagnia dei tabacchi Philip Morris ha chiesto a un tribunale estero di riconoscerle una grande somma a risarcimento di quella che definisce la perdita della sua proprietà intellettuale.
 

David Cameron e Barack Obama

Durante la crisi finanziaria e in risposta alla rabbia del pubblico per le tariffe alle stelle, l’Argentina impose il congelamento delle bollette dell’energia e dell’acqua dei cittadini (suona familiare?). E’ stata citata in giudizio dalle imprese internazionali dei servizi le cui gravose bollette avevano spinto il governo ad agire. Per questo e per altri reati è stata costretta a pagare più di un miliardo di dollari di risarcimenti. In El Salvador, comunità locali sono riuscite, pagando un prezzo elevato (tre attivisti sono rimasti uccisi), a convincere il governo a rifiutare il permesso per una grande miniera aurifera che minacciava di contaminare le loro fonti idriche. Una vittoria della democrazia? Non per molto, forse. La società canadese che aveva cercato di scavare la miniera sta ora citando in giudizio El Salvador per 315 milioni di dollari, per la perdita dei suoi futuri profitti.
 
In Canada i tribunali hanno revocato due brevetti di proprietà della società farmaceutica statunitense Eli Lilly poiché la società non aveva prodotto prove sufficienti dei benefici effetti che proclamava. La Eli Lilly sta ora citando il governo canadese per 500 milioni di dollari e pretendendo che le leggi canadesi sui brevetti siano modificate.
 
Queste imprese (assieme a centinaia di altre) stanno utilizzato le regole sulle dispute tra stato e investitore inserite in trattati di libero scambio firmati dai paesi a cui hanno fatto causa. Le norme vengono fatte rispettare da giurie che non hanno nessuna delle salvaguardie che ci aspettiamo dai nostri tribunali. Le udienze si tengono in segreto. I giudici sono avvocati delle imprese, molti dei quali lavorano per società del genere di settore cui le cause si riferiscono. I cittadini e le comunità toccati dalle loro decisioni non hanno riconoscimento legale. Non c’è diritto di appello nel merito delle cause. Tuttavia possono rovesciare la sovranità dei parlamenti e le sentenze delle corti supreme.
 
Non ci credete? Ecco cosa dice del suo lavoro uno dei giudici di questi tribunali: 
“Quando mi sveglio di notte e penso all’arbitrato non smetto mai di stupirmi che stati sovrani abbiano accettato l’arbitrato sugli investimenti … A tre individui privati è affidato il potere di esaminare, senza alcuna restrizione o procedura di appello, tutte le azioni del governo, tutte le sentenze dei tribunali e tutte le leggi e i regolamenti approvati dal parlamento.”
Non ci sono diritti corrispondenti per i cittadini. Non possiamo usare questi tribunali per esigere maggiori protezioni dall’avidità delle imprese. Come afferma Democracy Centre, questo è “un sistema di giustizia privata al servizio delle imprese globali”.
 
Anche se queste cause non hanno successo, possono avere un potente effetto frenante sulle leggi. Un funzionario governativo canadese, parlando delle norme introdotte dall'Accordo di Libero Scambio del Nord America, ha osservato: “Ho visto lettere da studi legali di New York e Washington in arrivo al governo canadese su ogni sorta di norma e proposta ambientalista negli ultimi cinque anni. Riguardavano sostanze chimiche per la pulizia a secco, farmaceutici, pesticidi, la legge sui brevetti. Sono state messe nel mirino virtualmente tutte le iniziative nuove e la maggior parte di esse non ha mai visto la luce”. La democrazia, come affermazione che abbia un significato, è impossibile in condizioni simili.
 
Questo è il sistema a cui saremo sottoposti se il trattato transatlantico andrà in porto. Gli Stati Uniti e la Commissione Europea, entrambi ostaggi delle imprese che si suppone debbano regolare, stanno premendo perché nell’accordo sia inserita la risoluzione sulle dispute tra stato e investitore.
La commissione giustifica questa politica affermando che i tribunali nazionali non offrono sufficienti protezioni alle imprese perché “potrebbero essere prevenuti o mancare di indipendenza”. Di quali tribunali si sta parlando? Di quelli degli Stati Uniti? Di quelli degli stati membri [della UE]? Non è specificato. In realtà la commissione non produce un solo esempio concreto a dimostrazione della necessità di un sistema nuovo ed extragiudiziale. E’ precisamente, proprio perché i nostri tribunali non sono in generale prevenuti né mancano di indipendenza che le imprese vogliono aggirarli. La Commissione Europea cerca di sostituire tribunali pubblici, responsabili e sovrani con un sistema chiuso e corrotto zeppo di conflitti di interessi e di poteri arbitrari.
 
Le norme sui rapporti stato-impresa potrebbero essere utilizzate per distruggere ogni tentativo di salvare il sistema sanitario nazionale dal controllo delle imprese, di ri-regolamentare le banche, di ri-nazionalizzare le ferrovie, di lasciare i combustibili fossili sottoterra. Queste norme annullano le alternative democratiche. Mettono fuorilegge le politiche di sinistra. E’ per questo che non c’è stato alcun tentativo del governo britannico di informarci su questa mostruosa aggressione alla democrazia, per non parlare di consultarci. E’ per questo che i Conservatori che ansimano a proposito della sovranità se ne stanno zitti. Svegliamoci, gente. Ci stanno fregando.




Courtesy of Tlaxcala
Source: http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/nov/04/us-trade-deal-full-frontal-assault-on-democracy?CMP=twt_gu
Publication date of original article: 25/11/2013
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=10899

 

Tags: Mercato TransatlanticoUECommissione EuropeaMultinazionaliGiustiziaUSABruxellesTTIPNAFTADemocraziaCorporations
 

 
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